A caccia di personale:“Occorre fare presto”

Dal Nord al Sud della Penisola il grido d’allarme è unanime: mancano barman, camerieri, cuochi, ma anche personale alberghiero e addetti in agenzia di viaggi. Mancano guide, accompagnatori, guidatori di bus e il fenomeno sta assumendo contorni inquietanti.

I giovani non trovano più interessante lavorare nel turismo, sia per gli orari troppo sacrificati, sia per i compensi spesso troppo bassi rispetto ad altri settori merceologici. I contratti stagionali aggiungono precarietà, non assicurando alcun futuro e crescita professionale. E la formazione resta ancora per molti una chimera difficile da raggiungere.

Un vero peccato, specie in un momento in cui la domanda di viaggi c’è, ed è forte, ma anche quest’anno rischia di trovare impreparato un settore che ha quasi timore di credere in una ripresa duratura.
La questione, già evidente lo scorso anno quando, come ricordato dal ministro del Turismo Daniela Santanchè, “all’appello mancavano circa 250mila figure professionali”, si ripropone oggi in tutta la sua urgenza, e forse è già tardi per salvare la stagione estiva.

Al centro una carenza di personale sia quantitativa, sia qualitativa, in quanto mancano figure professionali adeguatamente formate.
“Si tratta anche di un problema di ricambio generazionale – ammette il presidente di Aidit, Domenico Pellegrino -. Dopo la grande fuga del periodo Covid, il turismo è incapace di attrarre nuovi talenti. Il settore manca di appeal ed è urgente trovare insieme al Governo soluzioni pratiche e percorribili fin da subito”.

“Sono almeno 50mila gli addetti che mancano rispetto alle reali necessità delle imprese turistiche” conferma il ministro Santanchè, che nei giorni scorsi ha “dato voce alle istanze di chi lavora” presiedendo un tavolo per cercare di trovare soluzioni immediate.  

In primo piano “politiche attive, riduzione del cuneo fiscale, rinnovi contrattuali nazionali ad esenzione di imposta per i miglioramenti retributivi”, come richiesto dalle associazioni di categoria intervenute.
Da non dimenticare poi che il tema della carenza di personale riguarda trasversalmente tutti gli ambiti del turismo, “Compreso quello relativo al personale degli equipaggi aerei”, sottolinea Pier Ezhaya, presidente di Astoi, che lamenta di conseguenza un’offerta di collegamenti aerei “ridotta e instabile”.

Il ministro lo sa: occorre fare presto, per evitare che il problema si ripercuota sulla qualità dei servizi offerti. Frenando e minando quella ripresa del turismo, straniero e domestico, attesa da lungo tempo e preventivata proprio per l’estate 2023.

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