03/01/2014
13:42

Indagine sull'accoglienza: Firenze 'città del sorriso'

Ponte Vecchio, Firenze
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È Firenze la città italiana più accogliente secondo i turisti stranieri che hanno soggiornato in Italia durante le vacanze appena trascorse di Natale e Capodanno.

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A rivelarlo è la top 20 delle località invernali ‘più sorridenti’, ovvero dei luoghi dove accoglienza, cortesia e disponibilità sono di casa, stilata dall'Osservatorio socio-economico di Pagine Si!. La ricerca ha coinvolto 500 turisti stranieri (provenienti soprattutto da Paesi Ue, con Spagna, Francia, Belgio e Germania in testa), che hanno soggiornato negli alberghi di 70 province italiane dall’8 dicembre al 1 gennaio.  

Per il 13 per cento del campione Firenze è la preferita tra le città italiane grazie alla calda accoglienza e ai servizi offerti ai turisti. L’11 per cento dei turisti ha scelto, invece, Venezia. Terzo posto per le terme di Ischia (citando a corollario anche Capri, Sorrento, Amalfi), che hanno conquistato il cuore del 9 per cento del campione, soprattutto tedeschi. La città meno accogliente è stata invece Cortina, che ha registrato appena uno 0,3 per cento di preferenze. E in generale tutta la zona del Cadore, tradizionale meta sciistica, ha risentito delle negative condizioni meteo che, a causa di una super nevicata, hanno mandato in tilt per giorni l’illuminazione.

L'ospitalità e la propensione all'accoglienza sono stati i valori indicati come prioritari dai turisti stranieri (75 per cento), e, nello specifico, è proprio il sorriso del personale di accoglienza il ricordo più frequente che gli stranieri portano in valigia al rientro a casa (secondo il 39 per cento degli intervistati). Solo il 32 per cento del campione si è detto invece pienamente soddisfatto sulla capacità di parlare lingue straniere di albergatori, guide turistiche e commercianti italiani.

Tra i disservizi lamentati dagli stranieri, infine, gli orari troppo limitati nell'apertura di musei e siti archeologici (28 per cento), il costo elevato dei biglietti d'ingresso (21 per cento) e la difficoltà ad acquistare online ticket e prenotazioni d'accesso ai luoghi d'arte (18 per cento).

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