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TTG Job Talent
I lavori
più richiesti

09/03/2017
08:35
 

Il turismo è un settore per giovani. In controtendenza con l’Italia della disoccupazione giovanile al 40,1 per cento, l’industria dei viaggi è l’ambiente delle opportunità, il più favorevole per trovare un impiego adatto ai millennials. Ecco perché TTG Italia, testata del Gruppo IEG, ha deciso di raccontare questo universo, lanciando la nuova rubrica TTG Job Talent.

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Un grande spazio in cui l’informazione di TTG, attraverso servizi, inchieste, interviste a esperti del settore e ricerche, fornirà una panoramica costantemente aggiornata sul settore. TTG Job Talent sarà una lente puntata a 360° sull’ambiente del lavoro, a servizio delle aziende e di quanti vogliano intraprendere una carriera nel turismo. Un comparto che anche sui canali social di TTG, Facebook e Twitter , avrà un proprio hashtag dedicato, #TTGJobTalent, che consentirà un aggiornamento continuo e in tempo reale.

Lo studio CornerJob
Attività di backoffice, impieghi nei villaggi e nel mondo sharing economy. Sono queste le principali aree in cui fervono le ricerche degli addetti al recruiting. È quanto emerge dalla fotografia scattata da CornerJob, l’app dedicata alla ricerca di lavoro nel mercato turistico, in un suo recente studio.

L’indagine dipinge infatti il travel come “il settore più dinamico, dove i millennials giocano un ruolo da protagonisti, sia per il boom degli startupper legati alla sharing economy, sia per il lavoro dipendente”.  Con una domanda che si concentra per oltre il 40 per cento su posizioni di front/back office, percepite come “più stabili”, seguite poi dalle professioni più direttamente collegate all’intrattenimento e vicine al mondo dei villaggi. “C’è - spiega spiega il ceo e founder Italia di CornerJob Mauro Maltagliati - un’ampia richiesta per amministrativo contabile o segretario contabile, sia per quanto riguarda le donne che gli uomini”. In misura minore quelle per bagnini e affini.

La carica degli under20
Un esercito di giovanissimi. In media, recita l’analisi “chi progetta un percorso professionale nel settore ha un’età inferiore rispetto agli altri settori. Parliamo di giovani intorno ai 20 anni, per il 40%, freschi di studi superiori, per il 55,6%, e al debutto nel mondo del lavoro”. Uno scenario che in termini numerici si quantifica in “centinaia di migliaia di richieste di impiego, circa una settantina/ottantina per annuncio”, rivela il ceo.

La domanda: chi e cosa cerca
Sul piano dell’offerta le richieste principali provengono dalle “pmi, quindi alberghi, in particolare a conduzione famigliare e agenzie di reclutamento per i villaggi”. I primi cercano personale da impiegare in cucina o nei servizi di accoglienza; mentre più varia è la richiesta dei secondi: coreografi e ballerini, addetti pulizie o amministrativi. Una ricerca più localizzata quest’ultima, mirata ai territori di riferimento.

Lombardia e Lazio le regioni più dinamiche in termini di collocamento, in quanto non solo destinazioni turistiche ma anche location delle sedi dei principali di operatori nazionali e internazionali, pubblici e privati.

L'evoluzione: professioni 2.0
Ma un fenomeno interessante nasce anche dalla sharing economy, che sempre più genera employment e stimola al “fare di necessità virtù”, sottolinea Maltagliati. “I millennials stanno facendo fatica ad addentrarsi nel mercato e la sharing economy ha dato accesso a settori che altrimenti avrebbero richiesto canali più istituzionali”. Nel turismo ha dato opportunità nell’ambito dei servizi, come conciegerie o in segmenti più popolari, come le pulizie.

L’home sharing targato Airbnb in particolare, oltre a creare in Italia 250mila microimprenditori, ha dato vita a “professioni 2.0 – spiega in ultimo lo studio -: dall’accompagnatore, che in base alle sue competenze organizza percorsi tematici per turisti, alle agenzie di ‘conciergerie’, cioè micro-agenzie che si occupano di gestire gli affitti brevi”.


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