"La situazione nel nostro Paese è ritornata alla normalità molto presto e il nostro obiettivo, ora, è di raggiungere 6 milioni di turisti a fine anno, 7 milioni nel 2013 e arrivare al 2016 con 10 milioni di ospiti internazionali e un totale di entrate valutarie pari a 4 miliardi di euro".
Il ministro del Turismo tunisino Elyes Fakhfakh non ha dubbi: il Paese ha tutto ciò che serve per riprendersi un ruolo di primo piano nello scacchiere turistico internazionale e per rivalutare la propria immagine. La priorità, ora, è di uscire al più presto dallo stereotipo di destinazione low cost per rivolgersi anche a un pubblico di fascia alta.
Con oltre mille chilometri di costa, l'aspetto balneare resterà quello dominante, ma l'intenzione del ministero è di ampliare l'offerta con "un maggiore sviluppo di talassoterapia, centri benessere, golf, itinerari culturali ed ecoturismo" annuncia Fakhfakh.
Intanto, dopo aver fissato a più 51 per cento l'incremento di arrivi nel primo quadrimestre 2012 rispetto all'anno precedente, il ministero traccia anche un primo bilancio del turismo crocieristico, comparto che, da gennaio ad aprile, ha registrato un totale di 78mila crocieristi.
Un inizio incoraggiante anche se, come riporta Lotfi El Ajmi, membro del consiglio direttivo dell'Organizzazione mediterranea del turismo crocieristico - MedCruise -, si tratta del 60 per cento del totale passeggeri registrato nello stesso periodo del 2011.
"Alla fine di quest'anno - precisa El Ajmi - l'obiettivo è di raggiungere un totale di 450mila crocieristi. Se il trend continuerà ad essere positivo contiamo di arrivare alla fine del 2014 replicando il bilancio record registrato nel 2010: 900mila passeggeri. Il passo decisivo – aggiunge – sarà includere la Tunisia postrivoluzionaria negli itinerari delle navi delle maggiori compagnie crocieristiche".