Sull'onda delle esperienze

06/05/2019
17:05
Show cooking, eccellenze gastronomiche e riduzione degli sprechi: le navi si adattano ai nuovi trend
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Un’esperienza appagante e indimenticabile, anche sotto l’aspetto gastronomico. La crociera si evolve, e con essa le aspettative dei passeggeri, sempre più esigenti in fatto di cucina: mangiar bene e a tutte le ore non basta più e le compagnie fanno a gara per stuzzicare i palati con esperienze gourmet superesclusive a cura di chef stellati, e poi ancora show cooking, degustazioni di vini pregiati e addirittura la preparazione a km zero di alcune specialità. Quest’ultima è una delle peculiarità dell’offerta Costa Crociere, con la preparazione a bordo della mozzarella di bufala italiana. “Il fulcro della nostra proposta - spiegano dalla compagnia - è la personalizzazione. Ne sono un esempio i menu regionali e quelli vegetariani e vegani”.

Il ‘Freestyle dining’
Anche Ncl investe sulla qualità della ristorazione, che rappresenta uno dei punti chiave del programma Norwegian Edge®. Programma che - spiega Francesco Paradisi, senior manager business development Italia, Francia, Malta, Cipro e Nord Africa di Norwegian Cruise Line - ha superato uno dei nodi più critici delle crociere: i turni orari per i pasti principali. “Il nostro ‘Freestyle Dining’ - spiega - offre ai passeggeri l’opportunità di godere di una vasta gamma di delizie gastronomiche in un ristorante di loro scelta senza dover rispettare orari fissi di ristorazione. Il Norwegian Edge® porta l’esperienza culinaria degli ospiti a un nuovo livello, anche grazie al ‘sister brand’ Oceania Cruises, noto per una delle migliori cucine in mare, che funge da punto di riferimento per la nostra flotta”.

E se Costa ha firmato una partnership con l’Università degli Studi di Scienze gastronomiche di Pollenzo impegnata a esaltare il concetto di alimentazione sostenibile e rispettosa del territorio, Ncl ha istituito la certificazione dell’American Culinary Federation (Acf) per tutti gli Executive chef, gli executive sous chef e gli altri professionisti del settore culinario.
C’è poi chi ha chiesto l’aiuto di un’esperta di lifestyle internazionale come Martha Steward. È Msc Crociere, che ha firmato una partnership con l’icona americana per mettere a punto escursioni a tema in tutte le destinazioni toccate dalle navi Msc Seaside e Msc Armonia, da Porto Rico alla Giamaica, dalle Cayman al Messico. “Un accordo - spiega Gianni Onorato, ceo di Msc Crociere - progettato per offrire ai nostri ospiti momenti indimenticabili da condividere con amici e familiari”. Tra le attività proposte sessioni pratiche di cucina e degustazioni di specialità locali, ma anche visite ai mercati e lezioni da pescatori per la preparazione di piatti locali.
Piatti che sono il fulcro di un’esperienza d’alta gamma come quella proposta dai velieri di Star Clippers: “Oltre a organizzare crociere con chef famosi e sommelier di pregio - spiega Marie Krafft, director of sales di Star Clippers -, che offrono lezioni gratuite e dimostrazioni di cucina, tutti i nostri menu per la cena propongono uno speciale piatto locale, a seconda di dove stiamo navigando”. Ma a ‘raccontare una storia’ sono anche i buffet proposti a pranzo, che presentano piatti di diverse aree geografiche, da quelli caraibici ai francesi, dagli italiani agli asiatici. “Variamo regolarmente i menu - precisa Krafft - perché spesso gli ospiti scelgono di rimanere a bordo anche due settimane”.

L’aspetto etico
Ma il food ha anche un risvolto, quello etico, sempre più sentito soprattutto dagli ospiti europei. “Noi di Costa Crociere - spiega la compagnia - siamo stati tra i primi a dare importanza a tale tema con il programma ‘4GoodFood’”. Grazie alla campagna di sensibilizzazione ‘Taste don’t Waste’ gli ospiti sono stati coinvolti in modelli di comportamento più responsabili, soprattutto nell’area buffet. “Quasi il 90 per cento di loro ha accolto positivamente la campagna, che ha consentito una riduzione di circa il 20 per cento degli sprechi”. Anche Ncl è impegnata su questo fronte, “Un esempio? Forniamo piatti più piccoli per educare i viaggiatori a prendere porzioni meno abbondanti. Soprattutto in Europa la consapevolezza degli ospiti della necessità di evitare gli sprechi è in fase di decisa crescita, e noi li accompagnamo in questo percorso”.
Stefania Galvan

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