Direttiva Bolkestein, balneari ancora in forse

07/05/2012
14:39
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La questione della direttiva Bolkestein e delle concessioni del demanio marittimo resta un tema bollente per il mare italiano.

La scadenza del 1° gennaio 2016, data ultima per la messa all’asta delle spiagge tricolore, si avvicina e la soluzione legislativa per salvare la particolarità delle imprese balneari italiane ancora non si è trovata. “Abbiamo incontrato sia le categorie, sia i parlamentari dei territori interessati - ha detto il ministro del Turismo Piero Gnudi, affrontando la questione -; bisogna arrivare a una soluzione di attenzione ai problemi degli operatori. Sappiamo che il balneare è uno degli asset più importanti per il nostro turismo’’.

Il ministro rassicura le categorie: “Non vogliamo fare nulla che danneggi questo tipo di turismo né che danneggi gli operatori - dice -. Anzi, vogliamo fare una norma che consenta di aumentare gli investimenti”.  Incassa le rassicurazioni, ma rilancia la palla Riccardo Borgo, presidente del Sib, il Sindacato balneari: “Voglio ricordare che l’unico sistema che potrà dare impulso agli investimenti – dice – ai quali, giustamente, è molto interessato il ministro, è quello di restituire agli imprenditori balneari la dignità d’impresa e la certezza della propria attività che la direttiva servizi ci ha tolto”.

La soluzione della diatriba, che contrappone Italia e Ue ormai da qualche anno, al di là di queste schermaglie è ancora lontana. Prova a riassumere i passi da compiere Mauro Di Dalmazio, coordinatore degli assessori regionali al Turismo: “Il primo passo per affrontare la questione del demanio turistico è che il Governo discuta, in via pregiudiziale, con l’Unione europea”. La sostanza del discorso, per Di Dalmazio, è che prima di avviare un percorso legislativo nazionale, è necessario che il Governo chiarisca con l’Unione europea se c’è la possibilità di una deroga ad hoc alla Bolkestein per l’Italia.

“Nel caso in cui arrivino dall’Ue risposte negative - prosegue – allora sarebbe necessario istituire tavoli tecnici per una legge quadro del settore che sia in grado di fissare i criteri per tutelare le esigenze delle imprese balneari”.

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