Tutte le ragioni del successo

17/10/2017
14:57
Dai voli agli investimenti, ecco come i Paesi del Golfo hanno guadagnato share nelle agenzie
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Tutto è cominciato con Dubai, un umile villaggio di pescatori diventato una delle metropoli più visitate al mondo - la quarta secondo il Global Destination Index di Mastercard - in grado, solo lo scorso anno, di attrarre poco più di 200mila viaggiatori dall’Italia, il 5 per cento in più rispetto al 2015.

Poi è arrivata la cugina Abu Dhabi, ormai lanciata da alcune stagioni in una vera e propria corsa al turismo mondiale con l’obiettivo, per quanto riguarda il bacino tricolore, di riuscire a raggiungere il traguardo degli 80mila connazionali entro il 2017.

Insieme sono le star degli Emirati Arabi, hub globali del turismo internazionale e terra di investimenti senza sosta da parte delle rispettive leadership per moltiplicare gli arrivi. Emblema di sfarzo e modernità, di hotel extralusso e attrazioni avveniristiche, di mall sconfinati e parchi divertimento. Ma non gli unici fari di una Penisola, quella arabica, dove non mancano le destinazioni che, potendo contare su un eccellente lavoro di marketing e piani di sviluppo a lungo termine, stanno cercando di farsi largo.

È il caso, ad esempio, dell’Oman, vecchia conoscenza del turismo organizzato ora entrato a gamba tesa nei cataloghi di numerosi operatori italiani che, complice la crisi di parte del Mediterraneo, hanno cercato il riscatto puntando proprio sui suoi 1.700 km di spiagge bianche e sulle sue attrattive culturali.  

Gli ultimi investimenti di marchi quali Alpitour, Eden e Veratour e l’aumento dei collegamenti diretti hanno così dato un impulso decisivo agli arrivi dal Belpaese che, nei primi sei mesi dell’anno, hanno toccato quota 22.497, ben il 35,6 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2016.
Desideroso di guadagnare la scena internazionale anche il Qatar, che, in parte per far fronte alla tempesta diplomatica che lo ha investito al principio dell’estate, ha spalancato le porte al turismo cancellando il visto d’ingresso da 80 nazioni, tra cui anche l’Italia. Ma cosa hanno in comune questi Paesi tanto diversi per dimensione e conformazione che si stanno facendo spazio nella mappa turistica degli italiani? Per i dettaglianti nostrani non c’è dubbio: sono tutte destinazioni percepite dalla clientela come oasi di tranquillità e sicurezza, al riparo da instabilità politiche e attentati terroristici.

Altro fattore vincente, l’ampia varietà di collegamenti aerei, che le ha rese mete da proporre per long weekend, dove andare almeno una volta nella vita. Ma, ancora di più, stop over da legare facilmente ai tanti paradisi lungo raggio dell'Oceano Indiano o dell’Estremo Oriente.

Amina D’Addario

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