Il fascino del Grande Sud

30/09/2019
16:23
Il ritorno sulla mappa dei Paesi del Nord Africa si coniuga con il fascino della scoperta di nuove esperienze
Vedi Marocco-Tunisia; Vedi tutti i dossier di Corto e medio raggio; Vedi tutti i dossier
 

Sostenibilità, autenticità, un ricchissimo patrimonio storico-artistico, attività sportive, gastronomia: il Marocco riesce ancora a stupire per un prodotto realmente a 360 gradi, che accanto ai grandi classici sa offrire vere chicche ancora per pochi. I numeri parlano chiaro: l’Osservatorio sul turismo del Marocco ha infatti censito circa 7 milioni e mezzo di visitatori nel periodo gennaio – luglio 2019, in incremento dell’8,2 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2018. Un risultato ancor più lusinghiero se si considera che nei primi sei mesi dell’anno i visitatori erano stati 5,4 milioni. E in questo quadro i viaggiatori italiani hanno messo a segno un bel 13 per cento di incremento.

Fino a Tan Tan Plage
Cosa continua a rendere questo Paese del Nord Africa così speciale, tanto lontano dai tumulti della Primavera Araba e sempre in grado di macinare risultati positivi? Un tema chiave è sicuramente la sicurezza percepita dal viaggiatore, ma da sola non basta. Si tratta di una destinazione che svela solo in parte i suoi tesori e fa la gioia dei repeater; chi la sceglie per il deserto del Sahara o per l’Atlante, tornerà sicuramente per scoprire le grandi città o per arrivare  alle spiagge solitarie dell’Atlantico fino a Tan Tan Plage, che in maggio si anima per il Festival Moussem. In quest’occasione convergono qui le tribù sub sahariane con il loro artigianato e i costumi tipici, e schiere di cavalieri si cimentano in spettacolari esibizioni.

Tappe imperdibili
In verità, accanto a tappe uniche come Marrackech con la sua medina e i riad, che sono stati i precursori di quel concetto di ospitalità abbinata all’esperienza autentica a contatto con la popolazione locale che ora va tanto di moda, accanto a Fès con una medina che da sola vale il viaggio in Marocco, accanto alla città blu di Chefchaouen  o alla valle del Dadès con le Gole di Todra, è il deserto a esercitare un fascino che rende il Marocco destinazione unica. Un deserto immenso, sempre diverso, fatto di uomini, animali e natura, regolato da norme antiche preservate dalla lontananza dai grandi centri urbani.

La porta di ingresso a questo deserto è Ourzazate, posta a sud di Agadir e della catena dell’Atlante, dove si fa tappa obbligata al villaggio fortificato di Ait Ben Hadddou, reso celebre dai tanti film – uno per tutti Il Gladiatore – girati all’interno della casba.

E poi ancora più a Sud, fra notti in campo tendato sotto il cielo stellato ed escursioni in quad, trekking e cavalcate a dorso di cammello fino a raggiungere Tan Tan Plage e da qui scendere alle lagune di Tarfaya, dove ammirare i fenicotteri e dedicarsi al birdwatching nella laguna costiera di Naila. Per molti, ma non per tutti, la magia di un Marocco ‘diverso’.

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