Strutture hi-tech: italiani diffidenti

di Aurora Azzolini
28/02/2011
10:31
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Strutture sempre più lussuose, con un design che ha abbandonato lo stile classico maldiviano per abbracciare quello minimal e tecnologico. Una scelta che, però, non piace a tutti: "Il vero intenditore delle Maldive cerca altro, è rimasto affezionato al vecchio villaggio con un fascino più tipico" è la spiegazione di Mirko Zanon, titolare della Challenger Viaggi di Padova.

Concorda anche Alessandro Brignoli, titolare della bergamasca Lord Bry: "Il nuovo design non piace molto ai repeater, è più apprezzato da una clientela giovane e sensibile alle mode - spiega -. Le strutture hanno in parte snaturato la vecchia atmosfera e chi ama davvero le Maldive non ama invece l'overwater, sempre più diffuso". Quella dei bungalow sull'acqua è una questione molto sentita in agenzia: "Tutto ciò che di nuovo viene costruito alle Maldive è lussuoso - dice Massimo Grassi, cotitolare della Mmx Viaggi di Milano -. Ci sono, però, atolli molto piccoli con cento overwater, tutti con piscina privata, e questo non ha molto senso". Per contro, aumenta la clientela che apprezza strutture con un buon livello tecnologico: "Molti vogliono connessione wireless - aggiunge Sabrina Picconi, titolare della Tropical Spirit di Varazze (Savona) -, una buona rete di ricezione per il cellulare e la tv in camera".

Rivoluzione green

 

Attenzione all'ambiente e alla sostenibilità e proposte di ecoturismo: è la svolta green di molti resort maldiviani, che puntano sulla tematica ecologica per differenziarsi e dare nuovi plus ai clienti. "Alcuni resort -  dice la titolare della bolognese Capoblanco, Cinzia Chan -, ad esempio, organizzano escursioni di snorkeling in compagnia di un biologo marino".

 

Le esigenze dei repeater

 

Si divide nettamente in due segmenti la clientela che entra in agenzia di viaggi per chiedere una vacanza alle Maldive: repeater da una parte e chi non c'è mai stato dall'altra. "Abbiamo molta clientela che una volta all'anno si concede una settimana alle Maldive - racconta Elisabetta Simone, addetta alle vendite della Starsirius Viaggi di Paderno Dugnano (Milano) - e di solito entrano in agenzia con idee precise: vogliono gli atolli più belli, quello di Ari in primis, e sono molto attenti a scegliere strutture anche semplici, ma dove si sta bene, possibilmente con il reef vicino".

L'approccio di chi alle Maldive non è mai stato passa, generalmente, dalla questione del prezzo: "La tendenza ultimamente è mettere come criterio principale quello di spendere il meno possibile - spiega Cinzia Chan, titolare della Capoblanco di Bologna - più che la scelta dell'atollo, è il prezzo che fa la differenza". Chi parte per la prima volta per gli atolli maldiviani, inoltre, è più preoccupato di accertare se "la struttura ha il miniclub, nel caso di famiglie con bambini, e il centro diving", spiega Edoardo Broglia, contitolare della torinese Torviaggi. I repeater, invece,"non vogliono andare in strutture che hanno i muretti di contenimento e i frangiflutti - rivela il titolare della Lord Bry di Bergamo, Alessandro Brignoli - sono più attenti anche alla privacy, vogliono bungalow a un solo piano, possibilmente non attaccato a quello vicino".

 

Pubblicato il 28/02/2011

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