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24/02/2012
19:03
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“È evidente che mantenere prezzi elevati è una scelta della destinazione. Si vuole evitare la vacanza di massa”.

Non ha dubbi Filippo Natoli, addetto vendite di Currao Viaggi a Catania, sul tipo di sviluppo turistico che hanno deciso di seguire le Maldive, e in questo conferma il pensiero diffuso fra i suoi colleghi: le Maldive sono care e questo è un punto fermo che non accenna a cambiare. “Per essere una destinazione charterizzata - conferma Giada Caramelli, addetta vendite per Piña Colada Viaggi a Bologna - sono effettivamente care. Dallo tsunami in poi, le strutture sugli atolli che sono state danneggiate sono state ricostruite aumentandone il livello e puntando sull’extralusso. Ed è sicuramente anche un modo per mantenere sotto controllo il numero degli arrivi”. Una strategia che sul mercato italiano colpisce a fondo: “C’è sempre interesse - testimonia Massimo Belfiore, socio titolare di Mary Tour a Napoli -, ma le disponibilità economiche sono quelle che sono, per cui non facciamo moltissime pratiche”.

Un viaggio per due persone, infatti, “non scende mai al di sotto dei 4mila euro - dice Manuela Merola, addetta vendite di Semar Viaggi a Lecce -, ma direi che fra le tasse locali e il mantenimento degli atolli, i prezzi sono più che giustificati”. Non tutti, però, la pensano così: “Credo che circa la metà delle strutture valga davvero il prezzo che viene richiesto - dice Simona Comelli, addetta vendite di Avro Viaggi a Milano -; peraltro, ci sono pochissimi 3 o 4 stelle con un prezzo accessibile, il resto è dominio dei 5 stelle e 5 stelle superior, e notiamo che anche alcuni t.o. hanno deciso di lasciare la partita, per non andare completamente fuori mercato”.

Selezione
Il concetto di esclusività passa anche da un’offerta che si orienta sul relax senza complicazioni. La dimostrazione è la scelta di disincentivare il target famiglie: “Ci sono poche strutture ricettive adeguate ai bambini  - dice Fabrizio De Fazio, titolare di La Camilluccia Viaggi a Roma - e, peraltro, anche le strutture sanitarie non sono così facili da raggiungere, quindi una riflessione va fatta a monte”. E anche da parte del tour operating italiano ci si sta adeguando a questa tendenza: “Alcuni operatori offrivano la gratuità per i bambini - dice Caramelli di Piña Colada a Bologna - e adesso l’hanno tolta. E questo sicuramente pesa sul conto finale”. Senza contare che “in alcune strutture - segnala Sabina Tognon, titolare di Viaggi su Misura a Padova - i bambini non vegono accettati”.

I repeater
La caratteristica dominante dei clienti che chiedono le Maldive è la fedeltà. “La maggior parte delle pratiche le realizziamo con i repeater - dice Elena La Rocca, titolare di Amstel Viaggi a Bassano del Grappa -: addirittura, alcuni scelgono di tornare nello stesso atollo e nella stessa struttura”. Un dato confermato anche da Adriano Caiatini, direttore tecnico di Mondanità Viaggi ad Arezzo: “Sono soprattutto repeater - dice -. Magari cambiano atollo o struttura, ma la zona scelta resta sempre la stessa”.

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