Scalata al Nord-Est, cresce la rete Italo

04/07/2018
12:56
Sulla Torino-Venezia la compagnia aggiungerà nel 2019 altri cinque convogli
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Bolzano, Trento e Rovereto. E un aumento delle frequenze e dei servizi verso Venezia. In casa Italo parlano di “arrembaggio sul Nord-Est del Paese”, considerata non solo una delle aree su cui i servizi ferroviari si possono ancora sviluppare e fare fatturato, ma anche un territorio dove le agenzie restano un grande riferimento per i clienti, anche quando si tratta di viaggi in carrozza.

Il network di Italo si espande, dunque, secondo criteri ben precisi: “Fino a oggi ci eravamo concentrati sulle tratte classiche dell’Alta velocità. Ora, dopo aver raggiunto livelli di elevata competitività sulle dorsali più canoniche, vogliamo dare nuovi servizi al Nord-Est”, spiega Fabrizio Bona, chief commercial officer di Italo. La compagnia ha messo in funzione, da maggio, 11 nuovi treni mentre l’ultimo, già ordinato, arriverà entro agosto: “Oggi sulla Torino-Venezia operiamo 14 servizi giornalieri. Siamo andati a riempire un buco di mercato, puntando a soddisfare una richiesta sia leisure, sia business. Nel 2019 arriveranno altri 5 treni e saranno tutti collocati sulle tratte che portano verso Nord-Est”, aggiunge Bona.
Torino, appunto, altra destinazione che la compagnia ha messo nel mirino e sulla quale ha deciso di investire. “È sicuramente una città tra le più importanti d’Italia. E i numeri del turismo leisure e business sono in forte crescita, per questo abbiamo voluto migliorare i collegamenti”.

L’aumento dei treni e delle frequenze porterà quasi sicuramente un aumento del volume d’affari per le casse della compagnia. Basta guardare lo storico per averne conferma: Italo ha fatturato 264 milioni di euro nel 2014 e nel 2017, con lo stesso numero di treni (dato che quelli nuovi sono entrati in funzione nel 2018), il volume degli affari è salito a quota 454,9 milioni di euro. “E vogliamo investire ancora. I nuovi proprietari di Gip ci danno solidità e ci proiettano sul mercato internazionale con una nuova dimensione”, coclude Bona, parlando della liberalizzazione del mercato europeo che scadrà nel 2020. A. G.

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