Un prodotto contro la crisi

23/03/2012
14:27
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Un mercato che muove più di 300 milioni di persone l’anno, con un giro di affari di oltre 18 miliardi di dollari.

È il turismo religioso, settore in costante e continua crescita, che si caratterizza in modo particolare per la sua capacità di risentire in maniera assolutamente marginale delle congiunture economiche. I pellegrini, infatti, si muovono anche nei momenti di crisi economica, e proprio per questo i viaggi della fede possono diventare un interessante segmento su cui investire.

I pax della Penisola
Gli ultimi dati relativi all’Italia parlano di 40 milioni di passeggeri in movimento per turismo religioso sia incoming sia outgoing, con 19 milioni di pernottamenti nel Paese e un giro d’affari di 4,5 milioni di euro. Ma uno studio realizzato da Diego di Paolo, consulente di marketing turisti e fondatore di Wealbiz per TTG Italia sottolinea un dato che non deve sfuggire, relativo al nostro mercato.

“L’Italia sta subendo una trasformazione - si legge nello studio - ed è diventata multietnica e multireligiosa”. Un mutamento che può produrre opportunità per le aziende e un rinnovamento nel prodotto, anche perché diventano necessarie soluzioni creative per venire incontro alle esigenze di una clientela diversa da quella tradizionale. Accanto alle religioni monoteistiche, cristianesimo, islam e ebraismo, anche nel nostro Paese si stanno affermando altri culti, come il buddismo, che hanno nella loro religiosità il concetto di viaggio di fede.

Il turista religioso
L’identikit del turista religioso non è così scontata come può sembrare. Secondo una ricerca Istur, infatti, la fascia d’età predominante di chi viaggia per fede è quella compresa fra i 40 e i 50 anni, che rappresenta il 20,5 per cento del mercato. Ma le altre fasce d’età non hanno numeri insignificanti: i giovani fra i 20 e i 30 anni rappresentano il 12,6 per cento. La fascia successiva, dai 30 ai 40 anni il 18,3. E ancora, il gruppo fra i 50 e i 60 anni ha il 19,5 per cento di share e quello fra i 60 e i 70 il 17,2.

Marginale, invece, il segmento degli over 70, che rappresenta il 7,8 per cento del mercato. Non è, quindi, un turismo riservato alla terza età, anche se è vero che i giovani, ad esempio, si muovono in massa attratti dai grandi eventi della fede. La partecipazione giovanile appare molto selezionata e si caratterizza per l’appartenenza a categorie già collaudate in esperienze religiose precedenti, perché fanno parte di un gruppo o perché desiderano approfondire e consolidare un’esperienza in compagnia di amici.

Per quanto riguarda la provenienza si nota una partecipazione maggiore da parte di abitanti del Sud Italia rispetto al Centro-Nord. Il primo periodo scelto per i pellegrinaggi è l’estate, ma i tour sono numerosi anche in primavera (44,5 per cento) e in autunno con un numero elevato di partecipanti al viaggio (dalle 26 alle 50 persone in tre casi su quattro).

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