• 26/04/2013 17:04

Egitto, appello all'Italia

L’Egitto afferra l’Italia, le chiede di tornare a essere regina della sua scena turistica, di interpretare ancora una volta il ruolo di protagonista, di motore del rilancio. Una volta per tutte.

Il ministro del Turismo egiziano chiama a raccolta gli agenti di viaggi che, sotto l’egida Fiavet, ascoltano l’appello di Hisham Zaazou. Il tema è quello della sicurezza, il luogo è Luxor, storica gemma dell’incoming assurta a simbolo delle difficoltà del Paese a risollevarsi dalla debacle turistica iniziata con la Primavera araba.

"Ogni turista che mandate in Egitto aiuta anche a rendere felice un egiziano", dice un accorato Zaazou. Il suo appello agli adv italiani è in nome di un’alleanza. "L’Egitto e l’Italia hanno una relazione da molti anni, sono partner in affari - ricorda il ministro -. Gli italiani sono quelli che hanno inventato il turismo in Egitto, in Mar Rosso, sulla costa mediterranea".

Lo scorso anno ci sono stati i primi segnali di ripresa, con oltre 718mila turisti dalla nostra Penisola, oltre 160mila in più rispetto al 2011, “un dato che ci dice che anche in piena crisi economica molti italiani hanno scelto l’Egitto per viaggiare”, rileva Zaazou. Poi si arriva al nocciolo della questione. Certo,la capacità di spesa ridimensionata ha il suo peso, ma non è il solo ostacolo al movimento turistico verso la nazione nordafricana. L’Egitto, come riconosce lo stesso titolare del dicastero turistico, sta soffrendo la fase transitoria “ma è sicuro, si può visitare in tranquillità”.

Il metodo di Zaazou per comprovare tutto questo senza timore di essere smentiti è di mostrare direttamente al mondo la realtà. “Inizieremo una campagna pubblicitaria installando webcam nei luoghi più affollati a Roma, Milano e altre città europee - annuncia - per far vedere in diretta live streaming come i viaggiatori si stanno gustando i loro soggiorni a Luxor, a Aswan, a Hurghada e in tanti altri luoghi”.

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