• 05/08/2026 08:35

Agenzie e t.o. alle presecon le oscillazioni del fuel:“Servono misure strutturali”

Le oscillazioni del jet fuel dettate dall’instabilità internazionale tengono sotto scacco il turismo organizzato. A lanciare l’allarme è Assoviaggi Confesercenti, che, alle porte del periodo clou della stagione estiva, segnala una forte esposizione del comparto ai costi del trasporto aereo.

L’ultimo Jet Fuel Price Monitor Iata (al 31 luglio) vede il prezzo medio del carburante attestarsi a 158,77 dollari al barile, in lieve calo dello 0,8% rispetto alla settimana precedente, ma ancora sensibilmente superiore al valore di 141,64 dollari di giugno. Un andamento che, secondo l’associazione, impatta notevolmente sul prezzo dei pacchetti turistici e sulla marginalità di agenzie di viaggi e t.o.. “Il calo settimanale dello 0,8% è un segnale positivo solo in apparenza - segnala il presidente Gianni Rebecchi -. Se allarghiamo lo sguardo all’intero mese di luglio, il quadro cambia radicalmente: dal 1° luglio all’ultimo dato disponibile il jet fuel è cresciuto di oltre il 36%, +34,9% se consideriamo l’effetto delle variazioni di cambio euro/dollaro. Questo conferma che il carburante avio resta una variabile strutturale di rischio per agenzie di viaggi e tour operator, con effetti diretti su tariffe, pacchetti e marginalità”.

Colpiti medio e lungo raggio

La dinamica pesa particolarmente sul medio e lungo raggio, “dove la componente aerea incide maggiormente sul costo complessivo del pacchetto”, rimarca il presidente di Assoviaggi Confesercenti. “Anche quando il prezzo del jet fuel registra correzioni al ribasso, gli effetti sulle tariffe aeree non sono immediati né automatici: gli aumenti accumulati nei mesi precedenti tendono infatti a essere già incorporati nei listini, nelle surcharge, nei contratti e nelle politiche commerciali dei vettori”.

Misure strutturali

Gli operatori del turismo organizzato si trovano sempre più di frequente a dover far fronte a queste situazioni. L’associazione chiede perciò soluzioni strutturali per sostenere il comparto. “La volatilità energetica non può più essere considerata un fattore eccezionale - sottolinea Rebecchi -. Le imprese del turismo organizzato sono chiamate a gestire shock sempre più frequenti, spesso indipendenti dalla loro capacità di intervento: carburante, cambio, instabilità geopolitica, variazioni operative dei vettori. Per questo servono strumenti strutturali e non soltanto risposte emergenziali. È necessario proseguire il confronto con il Ministero del Turismo e con le istituzioni competenti per individuare misure dedicate al turismo organizzato, a partire da strumenti nazionali ed europei capaci di sostenere le imprese in presenza di shock esterni che incidano sui costi dei pacchetti, sulla domanda e sulla tenuta economica della filiera”.

Il turismo organizzato “rappresenta una componente essenziale dell’economia turistica italiana - continua Rebecchi -. Le agenzie di viaggio e i tour operator garantiscono consulenza, assistenza, sicurezza e tutela del consumatore. Ma per continuare a svolgere questo ruolo hanno bisogno di un quadro di maggiore stabilità e di strumenti proporzionati ai rischi che il comparto è chiamato ad affrontare”.

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