• 08/10/2026 11:40

Aigab a Mazzi:“Chiediamo tuteleper gli affitti brevi”

“L’Italia ha bisogno di un comparto ricettivo serio, affidabile e concentrato sulla propria missione - quella dell’accoglienza dei viaggiatori - e non su attacchi scomposti a segmenti ricettivi che peraltro si rivolgono ad una clientela diversa e che, di fatto, rappresentano le famiglie italiane”. Così Aigab - Associazione Italiana Gestori Affitti Brevi - replica alle dichiarazioni di Federalberghi sui troppi alloggi illegali e sulla necessità di maggiori controlli.

La federazione invoca ‘stesso mercato, stesse regole’ ma, ribatte Aigab, hotel e affitti brevi non sono lo stesso mercato. Per Federalberghi, inoltre, ‘due annunci su tre fanno capo a chi gestisce più appartamenti’, ma secondo Aigab non è vero in quanto, specifica, circa il 96% delle case online appartiene a proprietari singoli; sono oltre 700mila le famiglie italiane (circa 2,8 milioni di individui) per le quali l’affitto breve rappresenta spesso la principale fonte di sostentamento o il mezzo per mantenere il patrimonio immobiliare di proprietà.

Anche l’affermazione secondo la quale l’offerta si concentra nei grandi centri, secondo Aigab, non è vera: a oggi in Italia. Dice l’associazione, sono soltanto 510mila gli annunci relativi ad immobili promossi online con finalità di affitti brevi, di cui solo 75mila nei 20 capoluoghi di regione, a dimostrazione che sono diffusissimi nei piccoli centri dove, a volte, l’affitto breve è l’unica offerta di alloggio per i turisti.

Aigab, inoltre, rifiuta del tutto l’idea che, come dice Federalberghi, gli affitti brevi siano ‘economia d’ombra’. “È molto difficile fare sommerso con gli affitti brevi - ribadisce Aigab -, dal momento che per essere sulle Ota è necessario il Cin e che le Banche Dati sono integrate; i controlli, soprattutto dell’Agenzia delle Entrate, sono stringenti investigando direttamente i conti correnti dei proprietari. Le regole ci sono, non ne servono altre: il singolo proprietario può sbagliare e certo è più difficile controllarlo, ma i Property Manager sono garanti del fatto che tutto sia in regola e, per questo, subiscono continui controlli”.

Di conseguenza l’associazione chiede al ministro Mazzi di intervenire a tutela dei tanti lavoratori del comparto degli affitti brevi “che - aggiunge la nota - contribuiscono all’industria nel turismo italiano ogni giorno creando valore e ricchezza sui territori e mantenendo vivo il vero asset delle famiglie italiane: la casa”.

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