• 23/06/2026 08:00

Bluvacanze fa squadra,per vincere la stagione

Mette giù il telefono giusto per questa intervista, Claudio Busca, direttore generale Bluvacanze, intento a coordinare l’emergenza dopo l’incendio al Viva Dominicus, per caso accaduto durante la quinta e ultima convention ‘scomposta’ che hanno organizzato, insieme ad Antimo Russo, direttore network.

Questa volta di stanza in Portogallo, ogni appuntamento, con una cinquantina di agenti del network presenti, ha permesso un dialogo faccia a faccia impossibile da portare avanti alla plenaria annuale prevista a novembre. “Le prime tappe sono state una riflessione sulla visione strategica, su come è cambiato il mercato e le esigenze delle persone. Le ultime due erano più tattiche, pragmatiche. In totale abbiamo incontrato 250 agenzie (delle 900 del network, 300 associate e 600 affiliate, ndr)”.

Molto hanno insistito i due manager durante le convention sugli ostacoli, per gli adv, nell’abbandonare una certa mentalità del passato, ma, conferma Russo, “i nostri agenti stanno prendendo sempre più consapevolezza che non sono più fondamentali per prenotare un servizio turistico. Il cliente va da loro per altri motivi, per sentirsi gratificato. E molto stiamo facendo per spiegare come la tecnologia sia un sostegno e non una minaccia che li andrà a sostituire”.

L’incognita del primo semestre

“La stagione ci dice che siamo intorno a -7% rispetto al 2025 in termini di prenotazioni fatte. Un dato non particolarmente negativo, perché la percezione del resto del mercato è peggiore di almeno 5 punti”, prosegue Busca, “questo per noi è segno del lavoro positivo fatto sulla brand awareness di Bluvacanze”.

“Personalmente sono fiducioso perché la situazione sembra stia rientrando. Questa ultima settimana è stata più positiva dell’anno scorso e abbiamo osservato una tendenza al recupero nelle ultime due settimane”, spiega ancora, “dunque con un buono stacco delle prossime 4-6 settimane e un buon autunno potremmo anche chiudere vicino ai numeri del 2025, che è stato comunque un anno molto buono”.

Aggiunge che i paesi anglosassoni e i tedeschi sono certamente ripartiti prima, rispetto a francesi e spagnoli e per ultimo il mercato italiano, da sempre più lungo a riprendersi. “Dopo l’inizio della guerra noi sapevamo che il mercato italiano non era stimolabile. La nostra strategia è stata approntare delle campagne di comunicazione corrette, insieme a delle promozioni, attendendo la fine di tutto. Devo dire che la questione della possibile mancanza di carburante ha fatto peggio che la guerra in se stessa sulle percezioni del mercato”, chiosa Busca, “abbiamo lavorato tanto sul Nord Europa, capitali europee, Baleari, Sharm. Per farci trovare pronti non appena il mercato fosse tornato ricettivo alle prenotazioni”.

La visione sul futuro

La coppia Busca-Russo ha l’indubbio vantaggio di conoscersi molto bene, sta per compiere il giro di boa dei 10 anni da Bluvacanze e non smette di guardare avanti. “Cerchiamo di ragionare a 10-5-3-1 anno, non in funzione di quello che accadrà domattina”, prosegue Busca, “il mercato nella sua metodica non è cambiato molto negli ultimi 20 anni, mentre sono cambiati i bisogni per cui i clienti vengono in agenzia. Dobbiamo essere bravi nei nostri ragionamenti per capire quali saranno i bisogni nei prossimi anni e farci trovare pronti allineando il modello di business”.

Ancora Busca: “Non è mai una questione di prodotto, quello si trova sempre, lo si adatta. Come stiamo facendo ora che siamo nel pieno dell’economia dell’esperienza. Per questo, in questi tre giorni in Portogallo abbiamo cercato di fare attività con gli agenti. Ormai al rientro non si racconta più ‘cosa si è visto, ma cosa si è fatto’ in vacanza”.

La crescita per il futuro passa attraverso le due direttrici “far fare maggiori volumi agli agenti, stimolando la loro imprenditorialità e spingendoli fuori dalla loro comfort zone”, chiude Busca, “e poi continuando con associazioni e affiliazioni, aumentando i numeri del network. Quest’anno sarà il primo anno dopo il Covid che torneremo ad aumentare i punti vendita, ne abbiamo già aperti dieci e abbiamo ancora qualche apertura in cantiere entro la fine dell’anno”.

Una visione e una strategia, tutt’altro che scomposte.

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