• 22/06/2026 08:35

Editoriale:alla ricercadella fiducia

L’incertezza che fa vacillare anche le buone intenzioni. I piani da rivedere a ciclo continuo perché l’industria del turismo si è mostrata ancora debole a livello finanziario, malgrado sia diventata regina della flessibilità.

L’estate globale del turismo è in sospeso, tra tensioni geopolitiche che scalfiscono i progetti e lasciano scorie difficili da smaltire. Le ultime settimane lasciano, però, spazio alla fiducia, alla speranza. Tante destinazioni dello scacchiere internazionale mancano all’appello, ma su alcune la crisi è tutta di marca italiana. Basti vedere il Mar Rosso, trafficato di turisti stranieri e con gli italiani ancora in fase di attesa. Se consideriamo il peso di questa area nelle casse del turismo outogoing si comprende quella continua attesa dei tour operator del nostro Paese.

“Siamo di fronte a situazioni anomale e la componente emotiva in Italia vince sempre sulla parte oggettiva”: da uomo di mercato attento Marco Peci, direttore commerciale del gruppo Quality, evidenzia quanto scritto sopra.

Per questo le varie imprese di mercato si sono dannate per spingere sull’operazione fiducia, tassello necessario per rassicurare il cliente finale. “Forse abbiamo solo bisogno che qualcuno inietti un po’ di positività” ha detto Enrica Montanucci di Maavi. E non si può darle torto, a fronte del fatto che per ripartire in modo strutturato il vento che soffia fiducia vale molto di più di tante campagne sconto.

Questa lunga attesa accompagna il numero di TTG Global nell’estate del ’26. Con l’Italia ancora (e sempre) definita bene rifugio. Appena piombano situazioni difficili si pensa solo al giardino di casa. Salvo poi dire, a fine stagione, che si poteva fare meglio, forse perché il rapporto qualità-prezzo non è soddisfacente. Ma si tratta di un’analisi vecchia di anni, oppure sono un po’ datate le politiche e le strutture di casa nostra. Il peso fiscale sul comparto è senza dubbio una palla al piede di proporzioni ormai giganti, ma se togliamo la fascia alta (ma quella vera) il ricettivo avrebbe bisogno almeno di una spolverata.

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