• 12/10/2026 09:51

Emilia Romagna, la Consulta boccia le norme sugli affitti brevi

La legge in materia di affitti brevi varata lo scorso anno dall'Emilia Romagna è sproporzionata rispetto all'obiettivo che persegue di limitare l’overtourism. Così la Corte Costituzionale, in una recente sentenza, ha accolto il ricorso proposto dal presidente del Consiglio dei ministri contro gli articoli 4 e 5 della legge della Regione Emilia Romagna numero 10 del 2025, come riporta Ansa.

Palazzo Chigi sosteneva che le norme determinassero “una distorsione della concorrenza fra i gestori di locazioni brevi, unici destinatari della disciplina restrittiva in esame, e i gestori di strutture ricettive turistiche differenti, fra le quali quelle extra-alberghiere. Il nuovo accatastamento proposta dalla legge rappresenterebbe “un impedimento di fatto” per il gestore di locazione breve e una restrizione del mercato. Il presupposto della censura, si legge nella sentenza, “è corretto”.

La Corte ha sottoposto le norme impugnate a un test di proporzionalità, ritenendo che lo scopo perseguito (la limitazione dell'overtourism) sia meritevole di protezione, ma che l'articolo 4 sia sproporzionato rispetto a quel fine, in quanto valevole per l'intero territorio regionale. Inoltre, l'articolo 4 determina una disparità irragionevole fra i gestori di locazioni turistiche e i gestori di strutture ricettive extra-alberghiere, in quanto l'obbligo di passaggio dalla destinazione residenziale alla categoria turistico-ricettiva grava solo sui primi.

Quanto all’articolo 5, la Corte - conclude il comunicato - “ha rilevato che il vizio accertato con riferimento all’articolo 4 si riflette sull’articolo 5, che è volto a regolare l'insediamento dell'uso locazione breve”, cioè della nuova destinazione d'uso introdotta dall'articolo 4.

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