- 27/02/2026 16:54
Ritenuta d’accontoin agenzia: arriva la prorogaSi parte dal primo maggio
Arriva sul filo di lana la proroga per la misura che riguardava l’applicazione della ritenuta d’acconto nelle agenzie di viaggi: la regola infatti sarebbe dovuta scattare domenica prossima, primo marzo. Con una nota arrivata poco fa il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato la proroga dell’esenzione fino al prossimo 30 aprile. L’inizio, dunque, è fissato al prossimo 1 maggio.
“Il differimento del termine al 1° maggio 2026 - si legge nel comunicato del dicastero - è necessario in ragione delle peculiari caratteristiche in cui operano i soggetti dei comparti in questione, che rende particolarmente complesso l’adeguamento dei sistemi informatici ai fini dell’applicazione della ritenuta”.
La decisione arriva dopo una serie di polemiche che hanno compattato il settore della distribuzione turistica, il quale a gran voce aveva chiesto un differimento dell’entrata in vigore della normativa.
La reazione delle agenzie
Nelle scorse settimane, la notizia dell’introduzione della ritenuta sulle commissioni (prevista dalla legge di bilancio) anche per le agenzie di viaggi aveva scatenato le reazioni del settore. Tra i primi ad alzare la voce era stato il presidente di Primarete Ivano Zilio, che aveva evidenziato gli effetti sul flusso di cassa: “Tutto ciò che sottrae liquidità alle agenzie di viaggio - aveva affermato - rende sempre più difficile investire, innovare e costruire operazioni commerciali solide”.
Ma anche le associazioni, con una nota congiunta i Fto Confcommercio e Astoi Confindustria Viaggi, avevano puntato il dito contro la nuova norma: “Mentre si ribadisce che il turismo è una priorità e che le pmi sono centrali, promettendo al contempo meno burocrazia, si introduce un meccanismo che va nella direzione opposta: più adempimenti, più complessità, più oneri gestionali e meno liquidità immediata per migliaia di imprese del turismo organizzato”. Una protesta cui si era aggiunta anche Maavi, con la richiesta di una proroga di almeno due anni. Una prospettiva simile a quella ventilata da Fto e Astoi, che caldeggiavano un rinvio a gennaio 2028.
La proroga appena annunciata disegna tuttavia un panorama più a corto raggio.