- 28/08/2026 08:00
Startup, se l’IA non basta:ora gli investitori cercanoil vantaggio competitivo
‘Intelligenza artificiale’ non è più una formula magica capace di spalancare le porte con gli investitori. Ora i venture capitalist del travel cercano startup in grado di velocizzare i processi e offrire un effettivo vantaggio. Questa una delle principali evoluzioni del comparto che sta vivendo secondo il report ‘The AI-Native Edge: Travel Startups 2025’ di Phocuswright.
“I venture capitalist del settore viaggi con cui parlo sono sempre più diffidenti nei confronti dell’affermazione ‘nativa per l’IA’ come semplice argomento di presentazione” afferma Mauricio Prieto, co-fondatore di eDreams e fondatore di Travel Tech Essentialist, ripreso da travelweekly.com. “Hanno visto troppe presentazioni in cui l’IA è la caratteristica principale - chiarisce il manager -, non il vantaggio competitivo”.
Dunque se nella prima ondata di startupper votati all’IA le stesse parole ‘Intelligenza Artificiale’ erano il punto focale delle presentazioni, ora questi termini diventano assolutamente secondari, quando non a evitare.
Una questione di velocità
Gli investitori vogliono invece sapere quanto velocemente l’IA li fa progredire. La “velocità di esecuzione” è fondamentale, come sottolinea Sarah Finegan, associate partner di Antler (società di investimento): a distinguersi sono i progetti che considerano ogni interazione con il cliente come un dato e ripetono l’operazione fino a fornire un risultato chiaro.
“Ciò che distinguerà le aziende in futuro sarà la velocità di apprendimento - conclude Mike Coletta, responsabile senior della ricerca e dell’innovazione presso Phocuswright -. Quanto velocemente si riesce a capire cosa vuole il cliente e quanto velocemente ci si può adattare al cambiamento dei suoi comportamenti nel tempo?”.