• 29/01/2026 12:42

Travel Innovation Day Polimi: “All’Italia serve più IA”

Eleonora Lorenzini

Cambio degli equilibri per il turismo mondiale. Gli Osservatori Travel Innovation e Business Travel del Politecnico di Milano, in convegno al Travel Innovation Day 2026, invitano l’Europa e l’Italia a liberare il proprio potenziale innovativo dalle briglie dell’iper-regolamentazione, onde non soccombere ai nuovi protagonisti della scena: se entro il 2030 saranno i turisti delle classi medie dei Paesi Brics a effettuare oltre il 25% dei viaggi internazionali, Cina e Usa saranno invece i padroni indiscussi della tecnologia d’avanguardia.

“Al di là delle crisi ricorrenti - hanno spiegato Eleonora Lorenzi e Filippo Renga, direttori dell’Osservatorio Travel Innovation - la domanda turistica ha dimostrato di essere quanto mai resiliente anche nel 2025, con un +5% di viaggiatori internazionali nel periodo gennaio-settembre e una spesa record superiore di ben 1,9 trilioni di dollari al picco 2019. L’Italia si conferma destinazione d’interesse prioritario, ma più indici segnalano un progressivo rallentamento a causa soprattutto del gap di competenze nell’uso dell’IA”.

In realtà, la ragione del ritardo italiano ed europeo pare avere una matrice economica: le alte promesse della tecnologia stanno avendo impatti concreti ancora bassi. È il cosiddetto “AI Paradox”. Benché un viaggiatore su tre utilizzi già strumenti di IA generativa per attività legate al viaggio, quali definizione dell’itinerario, ricerca d’informazioni o selezione di esperienze (considerandola nell’85% dei casi utile o fondamentale), i motori di ricerca restano il primo strumento di ispirazione (61%), così come le OTA il canale preferenziale di prenotazione.

Il 45% dei clienti delle agenzie interagisce infatti da remoto. Con appena 3,1 miliardi di dollari raccolti fino al terzo trimestre 2025, i finanziamenti globali alle startup sono ai minimi storici dell’ultimo decennio e l’urgenza dei viaggiatori su breve-medio periodo risulta quella di individuare semplicemente destinazioni meno affollate (il 13% degli italiani va in vacanza da solo, il 4% con sconosciuti), col miglior rapporto qualità-prezzo, e finalizzate al digital-detox (46% degli italiani).

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