• 05/02/2026 08:35

Viaggi in agenzia nel 2050La grande sfida del valore

Non sarà una questione di numeri, ma di valore. La sfida del turismo organizzato, da qui al 2050, passerà sempre più dalla capacità delle aziende della filiera di intercettare una domanda più matura e ad alto potenziale di spesa. E l’AI sarà lo strumento per gestire questa nuova complessità e offrire ai viaggiatori le esperienze personalizzate richieste da questi nuovi profili. Questa la previsione di The Power of Travel 2050, il report realizzato da Google e Alvarez & Marsal.

Lo studio tratteggia il profilo dei nuovi traveller, che, oltre a cambiare i paradigmi della domanda, potranno rappresentare per l’industria un’opportunità globale da 4,2 miliardi di dollari in nuova spesa annuale entro il 2050.

Nuovi target

Tre, in particolare, i target che detteranno le regole del gioco. Il primo sarà quello della Silver Economy, viaggiatori over 65, più in salute e con un elevato potere d’acquisto, alla ricerca di viaggi multigenerazionali.

Ci sarà poi la Generazione Z, che nel 2050 raggiungerà il suo picco di capacità di spesa e che ricerca soggiorni più lunghi, capaci di combinare svago e smart working.

Infine, la crescente classe media globale. Secondo le proiezioni, la base di potenziali viaggiatori si espanderà fino a includere il 70% della popolazione mondiale nel 2050.

Spetterà ad agenzie e tour operator ripensare prodotti, contenuti e strategie per soddisfare i bisogni di questi bacini di domanda in espansione.

Secondo il report, infatti, il successo del turismo organizzato si misurerà proprio sulla capacità di generare valore. Un processo che rende centrale la tecnologia, e in particolare l’intelligenza artificiale, come leva per gestire la complessità e migliorare la redditività, come sottolinea Fabio Galetto, sector lead travel di Google Italia: “Il settore travel presenta una fotografia di crescita sostenuta, ma maggiori volumi non si traducono automaticamente in profittabilità. L’intelligenza artificiale rappresenta un impulso alla redditività a livello globale per il settore, perché capace di ridurre i costi delle complessità, permettendo di offrire esperienze su misura di alto valore in modo efficiente e su larga scala. In un percorso del viaggiatore sempre più evoluto, l’AI, in particolar modo l’AI agentica, offrirà una gestione del viaggio più fluida e completa fin dalla fase di ispirazione.”

Le best practice

Il report di Google fornisce alcune strategie concrete per prepararsi fin da subito ad affrontare il cambiamento.

Il primo passo da fare sarà quello di ottimizzare le basi: i dati esistenti (feed, dati strutturati) sono più critici che mai. Costituiscono la base dei modelli di AI, pertanto devono essere precisi e aggiornati.

Fondamentale poi puntare su contenuti differenziati. Un contenuto chiaro e dettagliato è oggi più importante che mai. Ciò che prima sembrava “troppo di nicchia” è ora un asset di grande valore che l’intelligenza artificiale può utilizzare per rispondere alle domande dei clienti e far risaltare l’offerta.

Infine, sarà cruciale comprendere l’AI agentica. Il passaggio verso gli agenti AI non consiste solo nell’avere un chatbot migliore, ma nel raggiungere un’efficienza operativa autonoma. L’intelligenza artificiale si sta evolvendo dall’assistenza al viaggiatore alla gestione completa del viaggio. Negli Stati Uniti, per esempio, i viaggiatori possono persino completare la prenotazione di voli e hotel direttamente in AI Mode. Ciò significa che i brand che offrono informazioni dettagliate hanno maggiori probabilità di apparire in questo nuovo processo di prenotazione.

Il valore del futuro non risiederà quindi nell’offerta più accattivante, ma nel saper sfruttare la tecnologia per costruire proposte di valore e su misura, in linea con i gusti dei nuovi clienti.

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