• 09/03/2026 16:01

‘Il luna park italiano’Lo sfogodi Pier Ezhaya

Solitamente rimane fuori dalla bagarre. Mantiene sempre un profilo diplomatico e si affida a note ufficiali per dare il suo parere sulle vicende di mercato.

Questa volta Pier Ezhaya deve aver sentito e letto troppe cose strampalate. La situazione del conflitto del Golfo ha infatti portato alla luce la solita scarsa conoscenza del mondo del turismo da parte di media (una parte) e social (larga maggioranza) del mondo. Il tutto condito da critiche in ordine sparso alla distribuzione organizzata. Senza scegliere l'obiettivo, sparando nel mucchio.,

Così il presidente di Astoi e g.m. tour operating di Alpitour in un lungo post sui social ha parlato di apertura del luna park.

Ma per andare in ordine, ha prima evidenziato che i” falchi del turismo nazionale hanno già fatto capolino con commenti a difesa delle vacanze domestiche rispetto a quelle in terra straniera”.

“Mi sfiora un velo di tristezza per la straordinaria capacità che ha questo Paese di ripetere gli stessi errori. Quando sento la parola taglieggiare rivolto a migliaia di professionisti che stanno facendo il massimo per adempiere i propri impegni, mi arrabbio”. Un Ezhaya secco, diretto. Fa riferimento a quanto raccontato sui canali radiofonici dove le agenzie finiscono ogni tanto nel tritacarne.

Un post dove prova a spiegare che il turismo organizzato deve sostenere “costi enormi per riportare a casa i propri clienti sparsi nel mondo, per affrontare l’aumento del prezzo dei voli e l’aumento del carburante. Il luna park ha acceso le luci e le giostre hanno appena iniziato a girare; allacciamo bene le cinture di sicurezza, ne vedremo delle belle”.

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