• 10/06/2026 12:13

Aci Europe e Iatalanciano l’allarmeper l’EES d’estate

A due mesi dall’entrata in vigore dei controlli biometrici negli aeroporti dell’area Shengen, Aci Europe e Iata alzano la voce in vista dell’alta stagione. L’Entry Exit System della Ue, infatti, rischia di creare disagi, ritardi e problemi soprattutto nei periodi di grandi aumenti dei flussi.

Aci Europe ha segnalato tempi di attesa fino a tre ore negli aeroporti di Francia, Germania, Belgio, Italia, Spagna e Grecia, ma la Commissione europea sostiene che il tempo medio di check-in si aggira intorno ai 70 secondi per passeggero. Il Wttc afferma, però, che i nuovi controlli alle frontiere minacciano l'arrivo di 41 milioni di passeggeri in Europa quest'estate.

La differenza tra i tempi di attesa medi e quelli nelle ore di punta spiega gran parte del problema. Dal punto di vista operativo, un check-in di 70 o 90 secondi potrebbe sembrare gestibile, ma diventa un collo di bottiglia quando si verificano sovrapposizioni di voli extra-Schengen, i sistemi non funzionano correttamente o il personale addetto all'assistenza dei passeggeri è insufficiente. Aci ha segnalato tempi di attesa nelle ore di punta fino a cinque minuti per passeggero, una cifra difficilmente compatibile con la concentrazione di arrivi durante l'alta stagione.

Anche Iata lancia l’allarme, con possibili attese fino a sei ore negli aeroporti più trafficati, rispetto ai controlli manuali che, secondo l’associazione, in precedenza potevano essere completati in 20 o 25 secondi.

L'impatto non è solo di immagine. Per i tour operator, le agenzie e gli hotel, le lunghe code ai controlli di frontiera interrompono i trasferimenti, il check-in, le escursioni e i servizi di assistenza, soprattutto per gli arrivi serali e spesso i ritardi non sono direttamente responsabilità della compagnia aerea, con un eventuale costo di rimborso trasferito al viaggiatore o al tour operator. Questa incertezza aumenta la pressione sui pacchetti vacanza e sui viaggi aziendali programmati durante le settimane di punta.

La valutazione dopo due mesi, quindi, non parla di un collasso generalizzato, bensì di fragilità operativa. L'EES ha iniziato a produrre il sistema di registrazione elettronica auspicato da Bruxelles, ma l'esperienza varia a seconda dell'aeroporto, dell'ora del giorno e della provenienza dei passeggeri. Per il settore turistico, questa eterogeneità complica la pianificazione: non basta sapere che il sistema è attivo; è necessario misurare dove e quando causerà problemi operativi.

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