- 17/06/2026 11:48
Diritti dei passeggeri UeI vettori all’attacco
Un’occasione persa per l’Europa. È iniziata la corsa delle principali associazioni del trasporto aereo a criticare il nuovo Regolamento Ue 261 sui diritti dei passeggeri sul quale Commissione e Parlamento hanno trovato un accordo all’inizio di questa settimana.
Dura la Iata, che in una nota sostiene come le revisioni al regolamento non abbiano portato alla riforma necessaria per affrontare le lacune del trasporto aereo europeo.
“Dopo 13 anni di discussioni, l’opportunità di migliorare la competitività dell'Europa e l'esperienza dei passeggeri, affrontando le criticità del Regolamento Ue 261, è andata persa – commenta il d.g di Iata Willie Walsh -. Il risultato non ridurrà i ritardi, ma, considerando l'intero pacchetto di modifiche, creerà problemi operativi e costi aggiuntivi che, in ultima analisi, ricadranno sui passeggeri. Si tratta, quindi, di una riforma solo di nome, che non fa nulla per aiutare i passeggeri che hanno subito disagi. I responsabili di questo compromesso politico devono essere chiamati a rispondere delle proprie azioni, con dati trasparenti per monitorarne i costi e gli impatti”.
Secondo Iata, infatti, le uniche modifiche sostanziali in materia di disservizi sono state l'aggiunta di un elenco non esaustivo di circostanze straordinarie, che non rafforza però l'approccio del settore incentrato sulla sicurezza, e l'obbligo per gli aeroporti di predisporre piani di emergenza per l'alloggio in caso di disservizi di massa, un primo piccolo passo verso una responsabilità condivisa nell'intero ecosistema dell'aviazione.
L’insoddisfazione di Iata
Iata però sottolinea come il regolamento comporti un onere normativo di 8 miliardi di euro all'anno, ma non riesca comunque a raggiungere l'obiettivo di migliorare le prestazioni in termini di ritardi e cancellazioni, come dimostrano i dati di Eurocontrol. “Nell'interesse di offrire un servizio migliore ai passeggeri, le compagnie aeree hanno sostenuto le proposte della Commissione europea per estendere i termini di validità dei risarcimenti in caso di ritardi – dice ancora Iata in una nota -. Ciò avrebbe aumentato la capacità delle compagnie aeree di fornire soluzioni alternative, che i passeggeri indicano costantemente come la loro priorità assoluta quando i piani di viaggio vengono stravolti. Questa importante riforma è stata eliminata durante i negoziati con il Parlamento europeo, mentre altri requisiti (molti dei quali non correlati ai disagi) sono stati aggiunti con scarso coinvolgimento e senza un'adeguata valutazione delle loro conseguenze operative”.
Iata però lascia una porta aperta: “In primo luogo – dice Walsh -, dobbiamo collaborare con il Consiglio e il Parlamento per garantire che il pacchetto di misure di attuazione non peggiori una situazione già critica, introducendo ulteriori oneri normativi che il settore non può permettersi. L’obiettivo deve essere un’attuazione pratica, efficace e coerente. In secondo luogo, l’imminente Strategia europea per l’aviazione deve affrontare le carenze nella gestione del traffico aereo, che sono la causa principale di molti ritardi”.
Era: “Rischi per la connettività”
Anche Era, l’associazione delle compagnie aeree regionali europee, è tutt’altro che tenera con il testo Ue. “Non ci sono vincitori in questo accordo – dice Montserrat Barriga, direttore generale di Era -. I responsabili politici avevano l'opportunità di riparare un sistema difettoso; invece, hanno cercato un compromesso, aggiungendo nuovi obblighi che aumentano i costi e la complessità senza apportare alcuna chiarezza. Questo non avvantaggia nessuno, né i passeggeri né le compagnie aeree, ed è francamente sconcertante che l'accordo non tenga ancora conto di circostanze al di fuori del controllo delle compagnie aeree, in particolare quelle direttamente correlate alla sicurezza. Molte compagnie aeree regionali operano su rotte poco frequentate, collegano comunità periferiche e spesso volano da un'unica base con un numero limitato di aerei di riserva e senza opzioni di reindirizzamento immediate. Non si possono imporre regole pensate per i voli a lungo raggio alle compagnie aeree regionali e aspettarsi che la connettività sopravviva.”
La conseguenza diretta di questo accordo, secondo Era, sarà un continuo aumento dei costi, tariffe più elevate e la minaccia ai collegamenti aerei essenziali su cui milioni di europei fanno affidamento ogni giorno.
Era evidenzia una serie di punti critici all’interno delle nuove regole. Tra questi, il mantenimento di requisiti di risarcimento che possono superare il prezzo originale del biglietto, pur con una soglia di ritardo di tre ore che, secondo non rispecchia la realtà operativa delle compagnie aeree che operano da un'unica base con capacità di backup limitata. E ancora, l'inclusione di obblighi aggiuntivi, tra cui quelli relativi al reindirizzamento dei passeggeri attraverso modalità di trasporto alternative come ferrovia o strada, nonché disposizioni riguardanti l'auto-reindirizzamento e restrizioni alla flessibilità commerciale. L'associazione ha sostenuto che tali misure aumentano la complessità operativa senza affrontare le problematiche esistenti. Inoltre, Era ha evidenziato quella che ha definito una disparità di trattamento tra i diversi modelli di business delle compagnie aeree. Sebbene l'accordo introduca una riduzione del 50% dell'esposizione al risarcimento per alcuni ritardi di tre o quattro ore sui voli a lungo raggio, l'associazione ha osservato che non è stato apportato alcun adeguamento analogo per le compagnie aeree regionali, nonostante quelli che definisce i vincoli operativi dell'aviazione regionale.
L'associazione ha affermato che la tutela dei consumatori e la sostenibilità delle compagnie aeree dovrebbero essere considerate congiuntamente, in particolare nelle regioni in cui i servizi aerei forniscono una connettività essenziale.