• 12/01/2026 08:35

Scintille Ryanair-Wizz AirVaradi al contrattacco

Anno nuovo, vecchie schermaglie. Jozsef Varadi e Michael O’Leary, ceo rispettivamente di Wizz Air e di Ryanair, promettono scintille sin dall’inizio di questo 2026, nella loro ormai più che decennale battaglia a distanza fatta di accuse più o meno velate, profezie più o meno centrate e battibecchi che altro non fanno che mantenere accesi i riflettori sui due big del low cost europeo.

Ad aprire le danze questa volta è stato proprio il top manager del vettore ungherese che, in un’intervista a un giornale del suo Paese ripresa da Skift , ha deciso di togliersi qualche sassolino dalla scarpa in risposta al suo collega-rivale. E lo ha fatto aprendo un capitolo nuovo nella sfida tra i due lasciando intendere che la sua compagnia aerea potrebbe agire in qualche modo se le accuse dovessero continuare: “Non so cosa dire a riguardo, se non che se continua a parlare in questo modo, prima o poi prenderemo provvedimenti, e allora ci penserà più attentamente e rifletterà due volte su quello che dice”.

Le cause della diatriba

Il riferimento di Varadi è all’ormai tormentone di O’Leary, il quale sostiene che per Wizz Air il futuro può andare solamente in due direzioni: o un’acquisizione da parte di un altro gruppo o la bancarotta. Profezia che nell’intervista viene rimandata la mittente: “Secondo lui siamo falliti almeno 10 volte. Ma basta guardare i nostri numeri: abbiamo due miliardi di euro in contanti, che è più alto del rapporto di liquidità di Ryanair. Non so di cosa stia parlando”.

Battaglia anche sul campo

Le ultime accuse del ceo Ryanair avevano trovato terreno fertile nei risultati non particolarmente brillanti nel 2025 di Wizz Air. Risultati influenzati da due fattori, sostanzialmente: la decisione di abbandonare la rotta del Medio Oriente con la chiusura della ‘filiale’ di Abu Dhabi e le ripercussioni sul network per i controlli sui motori degli aerei della flotta, che hanno costretto Wizz a ridimensionare i piani. Situazione nella quale O’Leary ha deciso di affondare un colpo andando ad aumentare l’impegno sulle aree dove il vettore di Varadi ha il suo core, il Centro e l’Est Europa, anche in questo caso asserendo che tanto la rivale non ha un suo vero mercato di riferimento.

Ora si attende la risposta di O’Leary alle minacce velate di Varadi. Risposta che difficilmente si farà attendere considerato anche il mantra del manager irlandese: “Tutto quello che devi fare è tanto rumore, che sia per stupidaggini come i bagni a pagamento o per cose più serie: i media comunque ti daranno visibilità”.

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