• 20/04/2022 14:07

Una scommessa sul futuro

Le crociere sono state fra i pochi prodotti che, anche nei momenti più difficili della crisi, sono riuscite a portare fatturato in agenzia.
Certo, le dinamiche di acquisto sono cambiate profondamente e tutte le compagnie hanno dovuto adeguare l’offerta a una domanda per certi versi nuova e basata su priorità diverse.
Ma i crocieristi sono stati anche fra i primi a mettere in atto un protocollo di sicurezza che è servito ad esempio per l’intero comparto turistico. E sono stati i primi a ripartire, non appena le condizioni lo hanno permesso.
Ora si volta pagina e tutte le principali compagnie stanno riportando l’intera flotta in attività.
Le prospettive già per il 2022 sono positive, come segnalato nel report annuale ‘2022 State of the Cruise Industry Outlook’ stilato dalla Clia. Il rapporto mostra come il settore crocieristico abbia proseguito una ripresa responsabile con protocolli collaudati e all’avanguardia, sottolinea il valore del turismo crocieristico tanto per le comunità locali quanto per le economie nazionali di tutto il mondo e traccia i continui progressi del comparto.

Una lunga strada
“Il rapporto ‘2022 State of the Cruise Industry Outlook’ - spiega Kelly Craighead, presidente e ceo di Clia - offre l’opportunità di riflettere sulla strada compiuta dal nostro settore, dato che le navi da crociera oceaniche Clia hanno accolto più di sei milioni di ospiti a bordo da quando hanno ripreso le operazioni nel luglio 2020. Mentre la nostra attenzione per la salute e la sicurezza rimane una priorità, il nostro settore dimostra di essere anche all’avanguardia nella sostenibilità ambientale e nella gestione delle destinazioni”.
Secondo Craighead il turismo costiero e marittimo rappresenta un importante volano dell’economia “e noi - aggiunge - continuiamo a collaborare con le destinazioni crocieristiche per fare in modo che le comunità locali possano trarre vantaggi da un’attività turistica responsabile. I nostri membri stanno anche investendo in nuove tecnologie e nuove navi, perseguendo l’obiettivo di avere crociere a zero emissioni di carbonio entro il 2050”.
Fra i dati diffusi nel rapporto emerge che, entro il 2027, la flotta delle navi da crociera oceaniche Clia rifletterà i progressi significativi nella ricerca, da parte dell’industria delle crociere, di un futuro più pulito e più efficiente. In dettaglio, 26 navi da crociera saranno alimentate tramite Gnl; l’81 per cento della capacità globale sarà equipaggiata di sistemi avanzati di trattamento delle acque reflue e 174 navi saranno dotate di impianti di alimentazione elettrica da terra.

La ripresa
Intanto, i protocolli messi in atto dal settore stanno facilitando la ripresa del turismo crocieristico in tutto il mondo, che di conseguenza sta favorendo il ritorno delle persone al proprio lavoro e rafforzando tanto le economie locali, quanto quelle nazionali. In dettaglio, a oggi più del 75 per cento della capacità delle navi da crociera Clia è tornata in servizio e quasi il 100 per cento stima di tornare operativo entro agosto di quest’anno.
Le compagnie di crociera Clia debutteranno con 16 nuove navi nel 2022, comprese cinque alimentate a Gnl e nove navi da spedizione.

Creare valore
Clia sottolinea poi come la crociera crei valore per tutti: i turisti che la scelgono creano posti di lavoro e opportunità per le comunità locali di tutto il mondo. Questo si traduce in alcuni dati rilevanti: per ogni 24 turisti si crea un lavoro a tempo pieno; ciascun passeggero spende una media pari a 750 dollari americani nelle città di scalo nel corso di una crociera della durata di una settimana; 6 turisti su 10 affermano di essere tornati in una città che avevano visitato facendo tappa durante un soggiorno in crociera.
Infine, l’impatto economico delle crociere è enorme. I dati del 2020 riflettono l’eco di vasta portata della pandemia, ma sottolineano anche  l’importanza di questo tipo di turismo. Nel dettaglio il 2020 ha registrato 5,8 milioni di imbarchi passeggeri (-81 per cento), 576mila posti di lavoro supportati dalle crociere (-51 per cento) e 63,4 miliardi di dollari americani di contributo economico totale (-59 per cento).

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