• 16/01/2026 08:03

Carniel, Viva Resortse l’evoluzionedell’all inclusive

“Anticipare le aspettative dei clienti e proporre un all inclusive sempre più evoluto, senza perdere quel posizionamento accessibile e il rapporto qualità-prezzo che da sempre ci contraddistinguono”. Così Giuliana Carniel, vp sales and revenue management di Viva Resorts by Wyndham, racconta a TTG Italia il 2026 del player caraibico.

Nessuna nuova apertura, ma molto lavoro per ammodernare e rendere attuali le strutture del gruppo sono i pilastri dell’azione di Viva Resorts per quest’anno, in un contesto che vede i Caraibi in grande movimento, grazie soprattutto al segmento luxury, che sta posizionando le sue pedine anche in Repubblica Dominicana, la casa madre di Viva.

Che continua, però, nel suo percorso, affrontando le sfide con la sicurezza di chi è “capace di leggere i cambiamenti in anticipo e mantenere una visione di lungo periodo”.

Quali sono le novità di Viva Resorts per il 2026?

La nostra strategia per i prossimi anni è molto chiara: continuare a investire sul prodotto per mantenerlo sempre competitivo, contemporaneo e coerente con l’identità Viva Resorts by Wyndham. Le ristrutturazioni rappresentano una leva fondamentale di questo percorso, in particolare su strutture storiche come Viva Fortuna by Wyndham e Viva Dominicus Beach e Palace by Wyndham, che per noi sono veri pilastri dell’offerta caraibica. Non si tratta di semplici interventi di ammodernamento, ma di un lavoro più ampio che coinvolge comfort, servizi, sostenibilità e qualità complessiva dell’esperienza. L’obiettivo è anticipare le aspettative dei clienti e proporre un all inclusive sempre più evoluto, senza perdere quel posizionamento accessibile e quell’eccellente rapporto qualità-prezzo che da sempre ci contraddistinguono.

Qual è la situazione attuale nell’area dei Caraibi? Quali isole vanno per la maggiore, quali sono le prospettive future?
L’area dei Caraibi sta vivendo una fase di forte consolidamento e crescita, sostenuta da una domanda internazionale molto solida. In questo contesto, la Repubblica Dominicana si conferma senza dubbio come la destinazione di punta: gli arrivi turistici continuano a registrare numeri record mese dopo mese e il trend resta strutturalmente positivo. Nel confronto di medio periodo, il dato forse più significativo è che, rispetto al 2019 - ultimo anno “normale” prima della pandemia - la Repubblica Dominicana non solo ha recuperato le perdite, ma ha ampliato la propria base turistica, con una crescita che supera il 50% considerando i visitatori complessivi. Secondo le stime del Ministero del Turismo, che includono anche i flussi marittimi, nel 2024 il Paese ha superato gli 11 milioni di visitatori, consolidando il suo ruolo di prima destinazione dei Caraibi. Si tratta di una performance che pone nuove sfide, dalla sostenibilità ambientale alla gestione delle infrastrutture, ma che conferma anche la capacità del Paese di pianificare e governare lo sviluppo turistico nel lungo periodo. Accanto alle destinazioni già consolidate, stanno emergendo con forza nuove aree come Miches, così come zone ad alto potenziale come Pedernales e Puerto Plata, dove sono previsti importanti investimenti. Guardando al futuro, i Caraibi continueranno a essere centrali nel turismo internazionale, soprattutto per quelle destinazioni capaci di crescere puntando su qualità, sostenibilità ed esperienze autentiche.

Quali sono le aree ‘on fire’ ai Caraibi oggi in termini di nuovi resort? E voi come pensate di muovervi?
In questo momento la Repubblica Dominicana è senza dubbio uno dei mercati più dinamici dell’area caraibica in termini di nuovi investimenti alberghieri. Brand internazionali di primo piano stanno aprendo strutture di prestigio in diverse aree del Paese: a Punta Cana, ad esempio, si registrano nuove aperture come St. Regis e Moon Palace, mentre a Miches sono già presenti progetti di alto profilo come Zemi. Tutti segnali che confermano l’appeal della destinazione e la capacità di intercettare investimenti qualificati a livello globale. Per quanto riguarda Viva Resorts by Wyndham, siamo stati pionieri a Miches e intendiamo continuare a concentrarci su questa destinazione, lavorando per consolidare la nostra presenza. La crescita, per noi, non passa solo dalla struttura ricettiva in sé, ma anche dall’arricchimento dell’esperienza complessiva, attraverso lo sviluppo di escursioni e proposte complementari che permettano agli ospiti di vivere una conoscenza più autentica e profonda del territorio.

Collegamenti aerei: dopo le grandi restrizioni del Covid, sono ripartiti? E come? Sono soddisfacenti o servirebbe altro?
Oggi la situazione è tornata alla normalità, o quasi. Dopo il periodo di forti restrizioni legato alla pandemia, i collegamenti aerei verso i Caraibi sono ripartiti in modo deciso e l’offerta è nuovamente solida, con una buona disponibilità di voli diretti e charter, in particolare verso la Repubblica Dominicana. L’unico mercato che resta ancora sospeso è quello russo, che prima del Covid rappresentava una componente importante della domanda per alcune destinazioni caraibiche. Tutti gli operatori, tuttavia, sono pronti per una ripartenza non appena le condizioni lo permetteranno. Nel complesso, la connettività è oggi soddisfacente, anche se resta fondamentale continuare a lavorare su frequenze e destagionalizzazione, perché i collegamenti aerei rimangono uno degli elementi chiave per sostenere lo sviluppo e la competitività dell’area.

Quali difficoltà intravvede per l’area dei Caraibi nello scenario economico e geopolitico attuale?
Il contesto internazionale è indubbiamente complesso e caratterizzato da forti discontinuità, ma i Caraibi, e in particolare la Repubblica Dominicana, hanno dimostrato una notevole capacità di resilienza e adattamento. Nonostante le difficoltà di alcuni mercati storici, la crescita del Paese resta molto importante e sostenuta da una domanda sempre più diversificata. Un ruolo crescente lo sta giocando il mercato sudamericano: Argentina, Brasile, Colombia e Cile continuano a registrare aumenti significativi, contribuendo a bilanciare le incertezze di altri bacini, oltre al Canada in netto aumento. Questa dinamica rafforza ulteriormente il posizionamento della Repubblica Dominicana come destinazione globale. È chiaro che la concorrenza aumenterà e che lo scenario economico internazionale richiederà grande attenzione, ma proprio per questo sarà fondamentale continuare a investire su qualità, accessibilità e valore dell’esperienza.

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