• 15/09/2026 08:35

Il fascino delle mete minori:ora l’hotellerie scommettesu luoghi rurali e meno noti

Destinazioni lontane dai circuiti del turismo di massa, ma ad alto potenziale esperienziale. In un mercato segnato dall’instabilità e dalla crescente pressione sulle principali mete turistiche, i grandi gruppi alberghieri guardano con interesse alle destinazioni secondarie. Città meno conosciute e luoghi rurali si rivelano alternative capaci di offrire esperienze più autentiche e, al tempo stesso, una maggiore percezione di sicurezza e vivibilità.

A confermare recentemente questa tendenza Wyndham Hotels & Resorts. In un’intervista al Financial Times, il responsabile per l’Europa del gruppo, Dimitris Manikis, ha spiegato che il gruppo è alla ricerca di strutture di dimensioni più contenute in città di seconda e terza fascia, intercettando la crescente domanda per mete meno congestionate dall’overtourism e fuori dai circuiti.

Una strategia che trova un riscontro anche nelle mosse di IHG. Il ceo del gruppo, Elie Maalouf, ha rivelato l’intenzione di ampliare ulteriormente la presenza in Europa, attraverso l’apertura di strutture in destinazioni ancora inesplorate, in centri urbani minori o in ascesa.

Anche Hilton guarda alle destinazioni secondarie. Secondo quanto riportato da TopHotelNews, il gruppo starebbe collaborando attivamente con il Governo islandese nella realizzazione di un progetto finalizzato a favorire una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici e a ridurre la pressione su Reykjavik, interessata negli ultimi anni da una forte crescita degli arrivi internazionali.

In questo quadro si inserisce anche la recente apertura di un nuovo indirizzo a marchio Curio Collection nelle campagne di Akureyri. Un’operazione che porta il brand al di fuori dei tradizionali poli urbani e che intercetta la crescente domanda di soggiorni in contesti rurali, dove la componente esperienziale assume un peso cruciale nell’offerta.

Per i grandi gruppi, le destinazioni secondarie rappresentano non soltanto un’opportunità di crescita, ma anche una risposta alla necessità di diversificare l’offerta e di intercettare una domanda sempre più abituata a guardare oltre le mete consolidate.

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