• 27/02/2026 08:51

Innovazione in hotel,l’IA richiede strategia

Non è più un’ipotesi, un orizzonte futuro, un esperimento, e nemmeno un progetto pilota. L’intelligenza artificiale è ormai una realtà entrata nella nostra quotidianità e anche il settore dell’hospitality, dopo un lungo periodo di perplessità e un iniziale, timido, approccio all’insegna della prudenza, sta imparando a guardarla per le opportunità che può offrire non solo per aumentare la redditività degli asset, ma soprattutto per raggiungere l’obiettivo che ogni imprenditore alberghiero si pone, o si dovrebbe porre: dare un reale valore aggiunto alla propria struttura personalizzando l’esperienza di soggiorno degli ospiti. Il tutto mantenendo però sempre la giusta distanza dalla ‘macchina’: l’interazione umana, infatti, deve sempre restare il cuore dell’ospitalità e, anzi, proprio i nuovi strumenti tecnologici possono liberare risorse e tempo da dedicare agli ospiti.

Come emerge dal servizio pubblicato sul nuovo numero di TTG Innovation, disponibile online a questo link il cambio di paradigma è ormai un dato di fatto: da veicolo di stupore fine a se stesso l’IA si è trasformata in un attore fondamentale, in grado di rivoluzionare completamente l’hospitality, a patto di un corretto utilizzo al passo con i tempi, per non rischiare di impiantare una tecnologia solo di figura, foriera unicamente di sprechi di tempo e risorse.

“Diventa un acceleratore se ben governata - precisa Alberto Gnoli, ceo di Hospitality Marketing, l’agenzia che gestisce la strategia e il coordinamento del Consorzio Italy Family Hotels -, altrimenti il rischio è uno svuotamento di valore. La tecnologia sta accelerando in modo esponenziale ed è giusto che gli albergatori guardino a questo come a una grande opportunità per il loro business, a patto però di riuscire a controllare gli output, che si intensificano sempre più. Se il sistema confonde i dati è un problema”.

Il nodo della formazione

Governare la tecnologia, non subirla, dev’essere dunque l’obiettivo dei player dell’ospitalità, ma per raggiungerlo occorrono figure altamente qualificate e in questo risiede il grande vantaggio di far parte di un gruppo alberghiero. “La nostra organizzazione - spiega Mariangela Colasanti, head of innovation del Gruppo BWH Hotels Italy & South East Europe - ci consente di avere, all’interno della sede milanese del gruppo, figure specializzate in ambito cybersecurity, sviluppo, web design e innovation, compresa tutta la parte di user experience e integrazione con le varie tecnologie. Queste ultime arrivano alle strutture ricettive già impacchettate e pronte all’utilizzo”.

“Creiamo - aggiunge Colasanti - delle funzionalità ad hoc per i nostri albergatori e poi facciamo molta formazione per consentire loro di utilizzare direttamente questi strumenti su progetti già preimpostati. Formiamo i receptionist sull’uso di alcuni sistemi, il direttore d’albergo sull’utilizzo di altri, in modo che possano svolgere al meglio il proprio lavoro senza distrarsi da quelle che sono le competenze proprie di un albergatore”.

Il servizio completo è disponibile su TTG Innovation, online a questo link

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