• 29/05/2026 14:33

I parchi di divertimento puntano su qualità dell’esperienza, sicurezza e accessibilità

Continuare a investire in qualità dell’esperienza, sicurezza, accoglienza e accessibilità. Questa la direzione dei parchi di divertimento italiani, che ora si apprestano ad affrontare l’estate.

Con il ponte del 2 giugno entrano nel vivo anche le attività dei grandi parchi acquatici, completando così l’offerta estiva del comparto, che attualmente conta più di 400 strutture in Italia e genera oltre 350 milioni di euro di fatturato dalla sola vendita dei biglietti, 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e 25.000 posti di lavoro diretti. “Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita”, spiega Luciano Pareschi, presidente AssoParchi.

Per l’estate c’è fiducia. “Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono sostanzialmente in linea con il 2025. La stagione appena iniziata per i parchi acquatici è tutta da scrivere anche se le aspettative, clima permettendo, sono di crescita - continua Pareschi -. Ora guardiamo con attenzione a una domanda che potrebbe essere favorita dalla tendenza delle famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete di prossimità. In una fase in cui molti operatori turistici hanno aumentato in modo rilevante i prezzi, i parchi hanno fatto una scelta diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili per favorire la partecipazione. È una scelta industriale, ma anche sociale”.

Sul fronte dei prezzi, AssoParchi chiede da tempo che agli sforzi delle imprese si associ anche l’intervento del Governo, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’IVA sui biglietti, sul modello della Gran Bretagna, che ha recentemente deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni.

“La scelta britannica - precisa Maurizio Crisanti, direttore AssoParchi - dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa. È esattamente il principio che sosteniamo da anni, insieme a Rete Imprese di Spettacolo/AGIS. Ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori”.

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