• 15/06/2026 08:36

Italia terreno di conquistaIl brand attrae investimenti

Italia sempre più terra di conquista, sia da parte di chi pratica turismo, sia da parte di chi il turismo lo crea e lo sviluppa. A confermarlo sono i dati Phocuswright, che partono da una cifra quantomai eloquente: 30 miliardi di euro, il valore delle prenotazioni del mercato turistico italiano dello scorso anno. Una cifra che, specifica l’Italy Travel Market Brief 2026, è trainata dal record storico di turismo in entrata.

“Il primato di 476 milioni di pernottamenti nel 2025, 10 milioni in più dell’anno precedente, è già di per sé significativo per l’Italia - commenta Pete Comeau, managing director di Phocuswright -, ma lo è ancor di più se pensiamo che, a trainare l’incremento, è stata la componente internazionale di turisti, mentre la domanda interna è stata rimasta sostanzialmente invariata”.

Ad alimentare il turismo in entrata le compagnie aeree low cost, che la scorsa estate hanno coperto il 61% della capacità totale, rafforzando la connettività verso le città secondarie. Anche il trasporto ferroviario continua, però, a guadagnare terreno, con prenotazioni che raggiungono i 4,3 miliardi di euro e una penetrazione online che sale al 64%.

E a proposito della componente digitale, oltre la metà del booking avviene online: i canali digitali rappresentano ora il 58% di tutte le prenotazioni, con i dispositivi mobili responsabili di oltre la metà di tale attività.

Il Paese si conferma, dunque, sempre più orientato all’inbound, con una spesa dei visitatori stranieri che ha ormai raggiunto i 57 miliardi di euro. E la forza del brand è percepita anche dagli investitori; è sempre il report di Phocuswright a sottolineare come l’interesse degli imprenditori dell’hospitality si stia accentuando rapidamente, con investimenti totali nel settore alberghiero che hanno superato i 2,5 miliardi di euro, in crescita del 19% su base annua, distribuiti sia nelle città principali, sia nelle destinazioni di lusso emergenti.

Una dipendenza dalla domanda internazionale che rischia di essere limitativa perché ci può rendere vulnerabili ma che, in un periodo di incertezza geopolitica come quello che stiamo vivendo, rappresenta senza dubbio un punto di forza.

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