- 19/10/2026 20:45
Jelenic, Enit: “La ristorazione italiana all’estero è una leva per il attrarre il turismo, ma serve autenticità”
La ristorazione italiana all’estero può diventare una leva per rafforzare l’attrattività turistica del Paese, trasformando un’esperienza gastronomica in uno stimolo a partire. È stato il tema al centro di un panel a TTG Travel Experience.
A partire da una ricerca realizzata per Fipe Confcommercio, Antonio Preiti, docente di destination management all’Università di Firenze, ha illustrato un’analisi condotta in dieci città europee, su 1.486 ristoranti italiani e oltre 115mila voci di menu, per indagare il soft power della cucina italiana.
“Quando un cliente esce da un ristorante ritrova lo spunto per venire in Italia”, ha osservato l’ad di Enit Ivana Jelenic, richiamando il ruolo della comunicazione e, soprattutto, del passaparola. Resta però il tema dell’autenticità: “Si trovano tanti prodotti e luoghi in giro per il mondo con il ‘logo italiano’, ma occorre distinguere quello che è effettivamente autentico”, ha sottolineato.
Secondo i dati citati durante l’incontro, un turista su tre sceglie l’Italia anche per il cibo. La ristorazione all’estero può quindi intercettare nuovi pubblici, facendo dello storytelling gastronomico uno strumento per avvicinare i viaggiatori ai territori e alle produzioni italiane, a partire dalle eccellenze Dop e Igp. “Nel mondo tutto quello che è italiano è molto cool, piace moltissimo. C’è un potere evocativo del nostro Paese e della nostra cultura alimentare che altri mercati non hanno” ha concluso Jelenic.