• 09/07/2026 15:25

Meeting industry in Italia: un valore di 13,2 miliardi di euro

La meeting industry italiana gode di ottima salute. I dati sono quelli di Federcongressi&eventi, che segnala come il settore nel 2025 sia stato capace di generare un valore economico diretto di 13,2 miliardi di euro.

Come emerso nel corso dell’evento ‘Il valore della meeting industry: Interpretare il futuro attraverso i dati OICE’, lo scenario globale complesso dal punto di vista economico, politico e sociale non ha avuto ripercussioni sul comparto che, dal 2022 al 2025, registra un tasso medio annuo di crescita composto del 6,4%.

Guardando al 2025 l’OICE, l’Osservatorio Italiano dei Congressi e degli Eventi promosso da Federcongressi&eventi e realizzato da ASERI-Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali dell’Università Cattolica, rileva che in Italia sono stati realizzati 365.789 eventi per un totale di 28.627.455 partecipanti e 43.275.254 presenze.

Una fase di equilibrio

“Dopo il rilancio e il rimbalzo del periodo post-pandemico - afferma Roberto Nelli, docente di Marketing all’Università Cattolica e responsabile scientifico della ricerca - la meeting industry italiana entra in una nuova fase di equilibrio caratterizzata, rispetto al 2019, da una maggiore quota di eventi internazionali, da meeting di minore durata media, ma con un più alto numero medio di partecipanti. Nel 2025 gli eventi da più di un giorno hanno generato circa 30 milioni di presenze, pari al 10,4% del totale delle presenze alberghiere in Italia, con una spesa media pro-capite complessiva di 312 euro, il 3,7% in più sul 2024”.

Il mercato è, dunque, in una fase matura e, contemporaneamente, di grandi cambiamenti, come la scelta anche di spazi ‘non convenzionali’, che non hanno come core business ospitare eventi e che non sono stati progettati con questa finalità.

Gli spazi ‘non convenzionali’ nel periodo dal 2014 al 2025 hanno incrementato il numero di eventi ospitati a un tasso medio annuo composto del 6,6%, con un forte slancio soprattutto dopo la pandemia, crescendo dal 2022 mediamente all’anno del 12,5%.

I dati del turismo congressuale in Italia

Secondo l’Osservatorio dei Congressi e degli Eventi-OICE la quota degli eventi nazionali diminuisce, passando dal 39,4% del 2024 al 32,3%, mentre cresce quella degli eventi locali passando dal 47,2% al 54,8%. La quota degli eventi internazionali (12,9%) rimane elevata anche nel 2025, nonostante la leggera flessione rispetto al 2024 (quando aveva raggiunto il 13,4%), registrando comunque un valore superiore a quello del 2019 (9,8%).

Il Nord, che concentra più della metà delle sedi (53,4%), ha ospitato oltre la metà degli eventi (59,1%) con un aumento rispetto al 2024 dell’1,8%. Il Centro ha registrato il 23,7% degli eventi, il Sud il 10,9% e le Isole il 6,3%.

Gli alberghi con sale meeting si confermano la tipologia di sede più utilizzata e, infatti, hanno concentrato il 76,6% degli eventi totali, il 50,8% dei partecipanti e il 51,1% delle presenze. I centri congressi e fieristico congressuali, decisivi per attrarre i grandi eventi e congressi internazionali, hanno ospitato il 2,3% degli eventi, l’11,6% dei partecipanti e il 15,4% delle presenze totali.

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