- 07/07/2026 08:30
Parchi di divertimento: oltre 20 milioni di ingressi nel 2025
Con oltre 20milioni di ingressi il settore dei parchi di divertimento in Italia conferma la propria solidità. Secondo i dati del Rapporto Annuale Siae, nel 2025 gli ingressi hanno raggiunto quota 20.644.866 e la spesa dei visitatori per l’acquisto dei biglietti si è attestata a 306.076.509 euro.
Rispetto al 2024, il rapporto rileva una lieve flessione dei volumi - con un calo del 2,2% degli ingressi e dello 0,2% della spesa complessiva - dovuta in parte al maltempo, che ha compromesso la prima parte dell’estate 2025.
Significativa, tuttavia, la crescita della spesa media per visitatore (+2%) e dell’incasso medio per giornata di apertura (+1,4%). “Il dato sull’aumento della spesa media pro-capite conferma una direzione strategica ormai evidente anche per il mercato italiano - dichiara Luciano Pareschi, presidente AssoParchi - il settore si sta indirizzando verso un modello più evoluto, già consolidato nei grandi parchi internazionali, in cui la crescita non si misura soltanto in termini di volumi, ma nella capacità di migliorare il valore dell’esperienza. Food & beverage, merchandising, priority-pass e altri servizi ancillari diventano leve fondamentali per qualificare la visita, diversificare i ricavi e rispondere a una domanda sempre più orientata alla personalizzazione. Rispetto all’estero, però, in Italia il prezzo del biglietto resta decisamente più contenuto: una scelta che consente di preservare l’accessibilità dei parchi e di mantenerli aperti a un pubblico ampio”.
I parchi più gettonati
Tra i parchi più visitati Gardaland, Mirabilandia, Leolandia e l’Aquafan di Riccione al Nord; MagicLand e Zoomarine nel Lazio. Più frammentato il quadro al Sud, ad eccezione di poche realtà di rilievo nel panorama nazionale come Etnaland in Sicilia.
In controtendenza con la media nazionale, i 50 parchi più visitati d’Italia nel 2025 registrano una crescita dello 0,7% del pubblico rispetto al 2024, sostenuta anche dagli effetti del piano di investimenti triennale 2025-2027 da 500 milioni di euro, che già nel 2025 si è tradotto in nuove aree tematiche, attrazioni, tecnologie immersive e soluzioni green, contribuendo ad alimentare l’interesse del pubblico verso i parchi leader.
L’estate si conferma il periodo di punta, complice l’apertura di tutti i parchi acquatici, con agosto in testa per numero di visitatori e ricavi.
Tuttavia, giugno ha fatto registrare un promettente +26,8% negli ingressi e +32,1% nella spesa rispetto al 2024. Ottimo anche l’andamento dei mesi autunnali, ormai cruciali per molti parchi a tema: ottobre, con Halloween, si conferma il periodo caratterizzato dalla spesa media pro-capite più alta dell’anno e continua nel suo trend di incremento, mettendo a segno un +9,5% negli ingressi e un +28,5% di spesa. Bene anche dicembre, che, con le tematizzazioni di Natale, registra un aumento del 12,1% dei visitatori e del 31,1% della spesa.
Traina l’area del Nord-Est
La geografia del settore conferma il ruolo trainante del Nord-Est e, in particolare, del Veneto, prima regione per presenze, pari al 23% del totale nazionale, seguita da Emilia-Romagna e Lombardia al 18,5% e dal Lazio al 14,7%. Sul fronte della spesa, il Veneto rappresenta il 35,4% del totale nazionale.
“I dati 2025 confermano che il valore dei parchi supera di gran lunga il parametro dell’affluenza - dichiara Maurizio Crisanti, direttore AssoParchi - il visitatore non acquista soltanto un biglietto, ma una giornata di relazione e intrattenimento, in grado di generare ricordi positivi. Sul fronte dell’offerta, il numero degli impianti attivi è cresciuto del 17,1%, passando da 252 a 295 strutture, distribuite in 243 comuni: un segnale di capillarità e vitalità imprenditoriale. Per questo e per i volumi generati, chiediamo alle istituzioni di riconoscere pienamente il ruolo dei parchi divertimento come infrastrutture turistiche, culturali e sociali del Paese”.
Sul piano economico, il comparto produce 8 miliardi di euro di indotto e coinvolge direttamente 25.000 lavoratori tra fissi e stagionali, che salgono a 60.000 considerando l’intera filiera.