• 22/07/2026 08:02

Quello chenon ha dettoAdriano Apicella

Adriano Apicella

Adriano Apicella è uomo di visione e di mercato. Analizzando i primi sei mesi dell’anno ha detto in buona sostanza che le tensioni geopolitiche si sono abbattute sul mondo della distribuzione, senza mettere però il comparto in ginocchio. Su alcune direttrici il calo delle vendite è stato più pesante, ma questo era prevedibile. Le compagnie aeree come al solito si sono arroccate con le loro tariffe che salgono e scendono a ciclo continuo, anche se negli ultimi tempi hanno usato l’ascensore per andare verso l’alto (su medio e lungo raggio).

I punti vendita Welcome sono una bussola di mercato di primaria importanza. Apicella andando nel dettaglio ha spiegato che: “Il conflitto in Medio Oriente ha fortemente condizionato l’andamento dell’anno, con i volumi progressivi passati dal +12% registrato a fine febbraio, quando è iniziato il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, al -8% di maggio. In questi mesi abbiamo assistito a un cambiamento significativo nei comportamenti d’acquisto: le prenotazioni si concentrano sempre più a ridosso della partenza, ma la voglia di viaggiare rimane forte”.

Non ha detto però che la fascia alta del mercato ha retto meglio degli altri segmenti, fornendo così carburante a quelle agenzie e tour operator che possono lavorare con il mondo luxury.

E soprattutto diciamo noi che l’aumento dei prezzi (e una disponibilità all’acquisto calante) sul corto raggio (Italia su tutti) ha di fatto visto svanire il popolo di quella che un tempo si chiamava fascia media.

Si è nascosta, ritirata, forse in attesa di tempi migliori.

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