• 09/06/2026 11:09

Ixpira chiude, Guy Luongo:“Il momento più difficile”

“Devi essere un eroe per fare imprenditoria oggi in Italia”. Guy Luongo, ceo di Ixpira, risponde al telefono. Il momento è difficile, la sua creatura andrà “in liquidazione in proprio. E voglio fare le cose per bene”.

Adesso è il momento di superare lo shock dopo che il gruppo Iberostar al momento della firma con l’acquisizione di Ixpira da parte della controllata World2Meet ha deciso di tirarsi indietro. Inevitabile per Luongo, a questo punto, mettere fine all’esperienza Ixpira cessando le attività, con una nota inviata anche al mondo della distribuzione.

“Ho ricevuto una telefonata improvvisa da parte di Iberostar che ha chiuso definitivamente ogni possibilità di andare avanti per Ixpira - dice Luongo a TTG Italia -. La situazione di Cuba ha costretto Iberostar ha rivedere tutti i suoi piani internazionali. Sono molto esposti sull’isola con circa 20 hotel in gestione. Però il giorno prima della firma è brutto...”.

Luongo con molta trasparenza ammette che la sua società navigava con difficoltà e l’avvio della trattativa con Iberostar nel settembre ‘25 era stata accolta con entusiasmo. La condizione finanziaria della società era chiara, troppe difficoltà legate a “un mercato totalmente cambiato post Covid. Tanti player internazionali molto potenti finanziariamente, che non hanno più permesso di fare imprenditoria famigliare. Si lavora con marginalità limitate, all’osso. Per questo l’accordo con World2Meet l’abbiamo sempre visto come la via di uscita a questa situazione”.

Ixpira nel corso dell’esercizio ‘25 aveva raggiunto un giro d’affari di 17 milioni di euro, contro i 22 milioni del 2024. E in questa stagione la crisi si faceva sentire. L’accordo con Iberostar avrebbe consentito alla società di tirare il fiato e pianificare con più serenità il futuro.

“Ora è il momento di pausa, di riflessione e mi lasci dire anche di nausea - aggiunge Luongo -. Per prima cosa vogliamo portare avanti la liquidazione societaria in modo onesto poi vedremo. Certo mi pare inutile oggi immaginarsi altre esperienze da imprenditore. Il credito in Italia non crede nel turismo e si vede ogni giorno. Ogni mattina ogni singolo imprenditore deve andare in ufficio con la baionetta montata e l’elmetto”.

Uno sfogo forte, duro, ma comprensibile per un imprenditore attivo nel turismo dal 1995 (con il t.o.incoming di famiglia e poi con Albatravel) che lascia a questa testata un messaggio molto chiaro per il comparto: “Lascio un mercato più povero rispetto a un tempo. Vedo in giro tanta aggressività e poca umanità. Mi porto però a casa molti messaggi di stima arrivati in queste ore. Alcuni inaspettati”.

Condividi questo articolo