• 02/11/2026 08:35

Valeria Rebasti, Volotea:“Era necessario fermarsiper ristrutturare il debito”

“Ci siamo guardati e abbiamo pensato: così non usciamo da questa crisi. Cosi ci siamo fermati prima del peggio spingendo fortemente per ristrutturare il debito”. Valeria Rebasti, director market international di Volotea, vuole spiegare il momento della compagnia aerea low cost, “perchè ho letto tante cose e alcune non proprio corrette”. In questa intervista con TTG Italia si va a fondo della crisi del vettore, che vuole uscire da questo risanamento “più sottile e più forte”.

Cosa sta succedendo in casa Volotea?

Partiamo da distante. Partiti 15 anni fa, siamo arrivati senza debiti al 2020, poi il Covid ha complicato le cose. Ci sono stati erogati prestiti per iniettare liquidità nelle casse. Nel ‘23 abbiamo raggiunto 3 milioni di ebit, cresciuti a 33,5 milioni nel ‘24 e 47,4 milioni nel ‘25. Poi qualcosa è cambiato e quest’anno ci siamo trovati di fronte a 150 milioni di costi imprevisti. La tensione geopoltica ha pesato in modo devastante.

Quindi era indispensabile fare ricorso al tribunale di Barcellona?

Infatti si è reso necessario richiedere l’attivazione della legge 585, che in Spagna permette la ristrutturazione del debito. Le trattative stanno procedendo nel verso giusto e si chiuderanno a gennaio 2027. Era necessario attivare questa richiesta per mettere in piedi un processo delicato e fare diventare Volotea più sottile e forte. È chiaro che tutto questo ha costretto il vettore a mettere mano anche al parco flotta.

La riduzione di 15 unità è reale?

Nell’estate ‘26 abbiamo operato con 45 aeromobili e il prossimo anno si potrebbe arrivare ad avere in pista 30-35 macchine. Sono ancora in corso le necessarie valutazioni.

Inevitabili così tagli di rotte e di frequenze?

Beh certo, stiamo rivedendo tutto. Con interventi anche su Palermo e Napoli, però apriamo la base di Ancona da inizio dicembre in linea con la nostra filosofia di cercare aeroporti medio-piccoli.

Entrare su scali di grande movimento porterebbe alla competizione con vettore dotati di maggiore potenza lato flotta...

Tagli di personale e cassa integrazione sono stati definiti?

Come già anticipato, il personale ha subito una riduzione di 50 unità a Barcellona e cassa integrazione su alcune basi, vedi appunto Napoli e Palermo. Per quanto riguarda il personale di bordo, è in corso una valutazione per capire come intervenire.

Lei ha scritto in un post che nell’ultimo TTG Travel Experience ha ricevuto numerosi attestati di stima.

È stato per alcuni versi sorprendente. Sia network sia tour operator sono passati nel nostro stand per esprimere vicinanza e stima. Forse sono girate tante notizie poco corrette e in fiera a Rimini ci siamo ripresi la giusta considerazione. Diciamo che abbiamo preso bella boccata di ossigeno.

Il processo di ristrutturazione che state portando avanti prevede che il ceo Carlos Munoz resti al suo posto?

Questo è un tema che lascerei al ceo, ma Munoz vuole investire ancora in Volotea e sono certa che sarà ancora al suo posto.

Al momento dopo alcuni aumenti di capitale Aegean Airlines controlla il 20% del capitale, ma non intende prendere il controllo totale. Possibile quindi che Munoz resti al suo posto.

Il prezzo del carburante deciderà le sorti di numerose compagnie nei prossimi mesi. Vi aspettate una flessione del prezzo del greggio entro fine ‘27?

Credo sia impossibile fare previsioni si questo tema scottante. Per ora vedo livelli preoccupanti e non credo sia ipotizzabile fare hedging (copertura rischio carburante) per le prossime stagioni.

Il piano di risanamento vi permetterà di rimanere stabilmente sul mercato?

Io sono in Volotea dall’inizio e voglio restare anche in questa fase difficile, perché credo che riusciremo a superarla al meglio. È un momento sfidante e ne usciremo più forti.

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