- 06/03/2026 15:01
Crisi mediorientaleLe conseguenzesul turismo
Rappresenta il 12% dell’economia degli Emirati e, nel 2025, ha portato a qualcosa come 100 milioni di presenze. Il turismo è fondamentale per questo Paese e per tutti quelli del Medio Oriente, se pensiamo che in Arabia Saudita gli introiti derivanti dall’industria delle vacanze hanno superato per la prima volta, in valore, l’esportazione di petrolio.
Una risorsa che, però, potrebbe venire meno se la situazione di crisi dovesse perdurare. In base a una stima di Tourism Economics, riportata da corriere.it, il conflitto quest’anno potrebbe avere come conseguenza una riduzione di arrivi internazionali in Medio Oriente compresa tra gli 11 e i 27 punti percentuali, con una perdita di spesa oscillante tra i 34 e i 56 miliardi di dollari.
Uno scenario pessimo, anche perché associato al blocco di Hormuz, che impedisce buona parte delle esportazioni di petrolio, danneggiando pesantemente l’infrastruttura energetica. A rischio per l’Arabia Saudita sono, fra le altre cose, il gigantesco piano Vision 2030, migliaia di miliardi di dollari che il Paese vuole investire per sviluppare sanità, istruzione, turismo e spettacolo, riducendo proprio la dipendenza dal petrolio.
Non resta che augurarsi la rapida fine di un conflitto che, come spiega Jason Tuvey, analista di Capital Economics, rischia di scardinare la percezione di sicurezza e stabilità fin qui proiettata da quelle economie “e, se dovesse continuare, oltre alle distruzioni di breve termine potrebbe nel lungo periodo minacciare investimenti e sforzi di diversificazione”.