- 09/09/2026 08:54
L’EES resta in vigore:no alla proroga dall’Ue
L’Europa dice no ad un’ulteriore proroga dell’EES Ed ora compagnie aeree, Iata e alcuni Paesi membri temono il caos.
È finita infatti con un no secco la richiesta di lasciare per tutto l’inverno la fase transitoria dell’Entry/Exit system, il nuovo sistema di controllo delle frontiere con lettura biometrica, valido per 29 Paesi dell’area Schengen. Entrato in funzione lo scorso 10 aprile, l’EES aveva immediatamente mostrato una serie di difficoltà di applicazione per gli organi di polizia delle frontiere comunitarie, tanto che, davanti le file di 2 o 3 ore che ad inizio estate si erano create in molti aeroporti Ue, la stessa Commissione europea aveva concesso la possibilità di sospenderlo
La norma transitoria era stata subito applicata dai più grandi scali del vecchio continente: Parigi, Amsterdam, Francoforte ma anche Milano e Roma. Una possibilità che Bruxelles aveva concesso fino allo scorso 7 settembre. Con l’approssimarsi della scadenza, tuttavia, i primi a chiedere un ulteriore rinvio erano stati 9 Paesi membri, che con una lettera al commissario ai trasporti Apostolos Tzitzikostas e a quello agli Affari interni Magnus Brunner avevano chiesto ancora 6 mesi di flessibilità.
“L’esperienza finora acquisita – avevano scritto i ministri di Francia, Germania, Paesi Bassi, Grecia, Portogallo, Svizzera e Italia -, ha dimostrato che in circostanze eccezionali possono sorgere difficoltà significative e che questi rischi non devono essere sottovalutati”.
Le richieste delle compagnie
La scorsa settimana, poi, a scendere in campo era stata direttamente la Iata. L’associazione mondiale degli aeroporti aveva infatti evidenziato le difficoltà applicative dell’Ees, facendo notare che dalla sua entrata in funzione, l’unico vero risultato tangibile era stato il raddoppio del numero di coincidenze aeree perse dai passeggeri. Anche alcune compagnie aeree come Ryanair e AirFrance-Klm avevano nuovamente fatto sentire la propria voce, ma anche in questo caso senza risultato.
Nessuna ulteriore proroga è stata concessa: la Commissione Europea ha infatti preferito lasciare decadere la misura di flessibilità.
Il nodo Etias
L’unica rinuncia temporanea da parte dell’UE riguarda invece il sistema gemello Etias (l’autorizzazione di viaggio a pagamento per chi non ha bisogno di visto).
Inizialmente previsto per fine 2026, il suo lancio è stato ufficialmente posticipato al 2027 proprio a causa dei rallentamenti causati dal rodaggio dell’EES. Ora, con la stagione estiva agli sgoccioli, gli scali europei avranno forse meno pressing, ma le file non sono escluse.
Nel frattempo, però, il fronte caldo di Bruxelles si sposta ad Est. Le associazioni degli autotrasportatori di Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Macedonia del Nord hanno infatti annunciato una nuova protesta con blocchi alle frontiere con inizio da lunedì 14, proprio contro “la mancata adozione di una soluzione concreta e sostenibile (da parte dell’Ue) alle regole dell’Entry/Exit System”.