- 18/09/2026 08:00
Travel, la crescita fragileIl monito di UN Tourism
Il travel internazionale resiste, ma la sua crescita è quanto mai fragile. Questo quanto emerge dal consuntivo del World Tourism Barometer di UN Tourism, che fotografa la situazione mondiale cristallizzandola in 690 milioni di turisti da gennaio a giugno 2026, circa 3 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Sebbene gli arrivi globali siano aumentati del 2% nel primo trimestre del 2026, hanno poi registrato un calo dell'1% nel secondo trimestre, trainato da un decremento del 3% nel mese di aprile.
A livello globale gli arrivi sono diminuiti del 3% a giugno a causa della flessione del 6% nell'Europa occidentale, attanagliata dalle prime ondate di caldo. In calo anche il Sud-Est asiatico, con arrivi a meno 5% a giugno: una diretta conseguenza della domanda più debole dai mercati asiatici, delle tensioni geopolitiche, delle interruzioni nei collegamenti aerei attraverso il Medio Oriente e dell'aumento dei costi di viaggio.
Focus sul Medio Oriente
“La situazione in Medio Oriente - commenta il segretario generale di UN Tourism, Shaikha Al Nuwais - ha influenzato destinazioni ben oltre la regione stessa e rappresenta un chiaro monito per il travel mondiale”.
Le cifre sono impietose: nel primo semestre 2026 l’area ha subito una flessione del 22%, risentendo direttamente del conflitto. Tuttavia, sebbene il conflitto abbia inciso negativamente sul turismo internazionale in Medio Oriente e in altre regioni a partire dai primi di marzo 2026, le perturbazioni del traffico aereo si sono gradualmente attenuate nei mesi di maggio e giugno, in seguito all'annuncio di un cessate il fuoco. Ciò ha portato alla riapertura di alcune tratte aeree e a una ripresa graduale della fiducia dei consumatori.
Ottimista su una rapida ripresa della regione è Dave Goodger, managing director Emea di Tourism Economics, che nel report presentato all’Atm di Dubai ha evidenziato la straordinaria capacità di espansione del Medio Oriente e, più in generale, della macroarea Menasa, che include anche il Nord Africa e l’Asia Meridionale. I tempi di recupero di queste regioni, che all'inizio degli anni 2000 richiedevano circa 24 mesi, si sono ridotti a circa 10-12 mesi negli ultimi anni. Guardando al futuro, si prevede che i viaggi internazionali nell'area Menasa raggiungeranno i 316 milioni di arrivi e i 2,3 miliardi di pernottamenti entro il 2030, generando una spesa pari a 408 miliardi di dollari Usa.
Le prospettive globali
Alla luce dei dati più recenti UN Tourism prevede che, per quest’anno, gli arrivi di turisti internazionali nel mondo cresceranno a livello globale tra l'1% e il 2%, a fronte della previsione del 3-4% formulata dall’organizzazione nel mese di gennaio. Tale dato dipenderà tuttavia dall'effettiva durata del conflitto e dal suo impatto sui prezzi del petrolio e sull'inflazione complessiva.
“Gli ultimi dati - conclude Shaikha Al Nuwais - mostrano un settore che sta assorbendo forti pressioni e sta cercando di trovare la strada da percorrere. Il turismo non ha smesso di crescere, ma tale crescita è fragile e la resilienza dev’essere costruita ovunque e giorno per giorno, non solo quando scoppia una crisi”.