- 23/01/2026 09:56
Giubileo 2025, bilancio finale: a Roma molte luci, poche ombre
È finito, e non si è fatto male nessuno: nonostante 33 milioni di pellegrini abbiano invaso Roma. Già questo sarebbe sufficiente a decretare il successo del Giubileo 2025. Perché se ne è parlato così tanto prima che iniziasse e oggi (due settimane dopo la chiusura della Porta Santa in San Pietro, rito presieduto da Papa Leone XIV) è così poco citato? Sarà perché l’Anno Santo è andato bene, Roma ha fatto un figurone e a noi italiani - cittadini e media, social in primis - piace puntualizzare, criticare, denunciare. Fare i complimenti annoia e soprattutto non genera clic. Allora - da non-romano e senza alcun interesse a parlare bene (o male) del Giubileo - i complimenti li faccio io e spiego perché è stato un successone.
1. I numeri sono stati eccezionali - 33 milioni di pellegrini accolti, 35 grandi eventi giubilari, 1 milione di giovani a Tor Vergata: sono i dati pubblicati da Roma Capitale e rendono conto della massa enorme di persone che ha raggiunto Caput Mundi nell’arco di 12 mesi. Potevano essere di più? Certo, magari se si fossero distribuiti un po’ meglio nel corso dell’anno. Ma potevano anche essere di meno, perché l’epocale passaggio di consegne (“morto un papa se ne fa un altro”) tra Francesco e Leone XIV ha sicuramente generato qualche presenza extra. Siccome il “rimbalzo” è già previsto, il 2026 andrà ancora meglio.
2. Sicurezza, sicurezza, sicurezza - Con quello che succede a poca distanza da casa nostra (Svizzera, Spagna) il fatto che in dodici mesi nessuno si sia fatto male, dei 33 milioni di pellegrini, è un miracolo. Sebbene molti di loro abbiano frequentato aree - tipo la Stazione Termini - dove gli stessi romani devono guardarsi le spalle, anche di giorno. Un plauso, quindi, alle Forze dell’Ordine, alla Protezione Civile e alle migliaia di volontari, che hanno lavorato bene e dietro le quinte: ricordiamo tutti la sfilata di teste coronate, Capi di Stato e vertici religiosi, in occasione dei funerali di Papa Francesco, il 26 aprile 2025. Roma è una città sicura, nonostante tutto; altre capitali europee non possono dire altrettanto.
3. Sono andati tutti d’accordo - La città è governata da una Giunta di sinistra, alla Regione Lazio la Giunta è di destra, come il Governo. Eppure il Sindaco Gualtieri è andato d’accordo col Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, e i ministri del Governo (Interno, Giustizia, Turismo) non hanno litigato con nessuno, a proposito dell’Anno Santo. Anche questa, congiunzione astrale non comune. All’Albergatore Day di Roma l’assessore ai Grandi Eventi e Turismo Alessandro Onorato ha ricordato come - esattamente dieci anni fa - Roma rinunciò a candidarsi all’organizzazione dei Giochi Olimpici 2024 (quelli poi svoltisi a Parigi) temendone tremende conseguenze sulla città. “Se noi romani votassimo oggi - afferma Onorato - le Olimpiadi le vorremmo, ne sono certo”.
4. Eventi e permanenza media, i primi spingono la seconda – Ancora Onorato: “A Roma la permanenza media è salita a 4,1 giorni grazie ai grandi eventi religiosi, culturali, sportivi e musicali. Nel 2026 accoglieremo appuntamenti di rilievo internazionale, dai concerti al Circo Massimo di Jovanotti, Cesare Cremonini a Ultimo a Tor Vergata (attesi 250.000 fan!), dagli Internazionali di tennis alla sfilata di Valentino”. Gli eventi sono la grande novità della Capitale degli anni Venti: prima Roma era solo San Pietro e Fontana di Trevi, un paio di giorni bastavano. Oggi concerti pop e tornei sportivi (Ryder Cup nel 2023, prima del Giubileo) trascinano folle immense. E spendenti più di una comitiva di pellegrini.
5. Fontana di Trevi e Colosseo: il top! Ma il Cafè de Paris e l’Antico Caffè Greco?! - Ho visitato nuovamente quattro basiliche (San Pietro, San Giovanni, San Paolo fuori le Mura, Santa Maria Maggiore con la tomba di Francesco) e le ho trovate più accoglienti, più ordinate, più attraenti che mai. Fontana di Trevi è probabilmente il monumento più “selfizzato” al mondo, e il biglietto d’ingresso per i non romani ci sta. Come ci sta al Pantheon, dove €5 sono nulla rispetto alla bellezza del tempio di Agrippa. 1 milione (!) di persone ha già visitato la nuova stazione della metro al Colosseo (tra le prime tre destinazioni culturali al mondo). Tutto magnifico. Allora come si spiega che due luoghi iconici siano inesorabilmente chiusi?! Passate davanti al Cafè de Paris (il caffè della Dolce Vita, in Via Veneto) e all’Antico Caffè Greco (Via Condotti, ci sono entrati Byron, Wagner, D'Annunzio, Leopardi) e piangete, insieme a me.