- 07/09/2026 08:00
Intelligenza artificiale:i viaggiatori la usano,ma non si fidano del tutto
I viaggiatori europei utilizzano sempre di più l'intelligenza artificiale per pianificare i propri viaggi, ma continuano a fidarsi maggiormente dei consigli che arrivano da fonti umane. È quanto emerge dalla nuova ricerca di Phocuswright, secondo cui la fiducia nei risultati generati dall'AI si ferma al 17-20% nei diversi contesti di pianificazione, contro il 42-55% delle raccomandazioni di amici e famigliari e il 33-42% degli agenti di viaggi.
I risultati saranno presentati nel dettaglio l'8 settembre a Londra, in occasione del Travel Marketing AI Summit organizzato da Phocuswright, appuntamento che riunirà manager del settore travel per analizzare l'impatto dell'intelligenza artificiale sul percorso del viaggiatore, dalla scoperta alla fidelizzazione.
Secondo il report Europe Consumer Travel Report 2026, l'utilizzo dell'AI per la ricerca di viaggi si distribuisce inoltre su più canali. Nel Regno Unito, Francia e Germania le piattaforme AI indipendenti rappresentano il 44-51% degli utilizzi, mentre le funzionalità AI integrate nelle online travel agency e nei metasearch raggiungono il 21-33%. Seguono le risposte generate dall'AI nei motori di ricerca, al 25-34%, mentre siti e app dei fornitori diretti si fermano all'11-16%.
La ricerca evidenzia anche differenze tra i mercati: i viaggiatori britannici mostrano una maggiore apertura verso intelligenza artificiale e strumenti digitali in generale, quelli tedeschi sono più cauti, mentre i francesi esprimono maggiore scetticismo verso diverse fonti informative. Per i travel marketer, il tema non è quindi solo aumentare l'automazione, ma rendere le esperienze basate sull'AI più trasparenti, verificabili e controllabili, così da colmare il divario tra utilizzo e fiducia.