• 09/06/2023 11:12

Il charter che non vuole arrendersi

La fine di un ciclo. Con la definitiva chiusura di Blue Panorama si può senza dubbio sentenziare che il mercato charter si è notevolmente ridotto. In Italia questo tipo di attività ha perso appeal perché la domanda è calata in modo drastico, causa anche la riduzione di tour operator e l’avanzata dei voli low cost.

Rimane a difendere il 'fortino' un vettore come Neos, dotato di buon servizio e risultati positivi. Oltre alla compagnia del gruppo Alpitour restano attive sul mercato poche altre linee aeree. Il charter che invadeva gli aeroporti nei periodi estivi è ormai un lontano ricordo. Come ammette anche Pier Ezhaya, manager Alpitour di lungo corso e attuale presidente di Astoi: “La domanda generata dai vari operatori è calata in modo sensibile negli ultimi anni. Alcune aziende oggi acquistano 50 posti sui voli di linea evitando così di mettere in piedi una catena charter. Da inizio anni 2000 abbiamo assistito a una discesa dei voli a domanda, la vicenda Blue Panorama arriva solo a chiudere un periodo di flessione evidente dell’intero comparto”.

La tumultuosa crescita delle compagnie low cost può avere intaccato in parte anche il fascino del charter. Ma in questo caso non si può addossare anche questo cambio di strategia a Ryanair e soci. “Prendendo posti sui voli di linea il rischio d’impresa cala sensibilmente - aggiunge Ezhaya -, ma il t.o. deve poter fare il pacchetto in maniera completa altrimenti diventa un rivenditore. Però su alcune destinazioni il servizio charter offre molti lati positivi. Ecco perché non è un prodotto destinato a finire, ma sta mutando pelle e continuerà a servire il mercato”.

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