• 01/07/2026 14:00

Alpitour cresce in Africacon 12 nuovi alberghi

Alpitour World continua la sua crescita internazionale e sbarca in Africa con l’apertura di dodici nuovi hotel. L’annuncio è stato fatto da Gabriele Burgio, presidente e ad di Alpitour World, che nel corso dell’Hospitality Forum 2026 di Scenari Immobiliari a Milano ha parlato del mondo Alpitour come di una realtà che ha come obiettivo uno sviluppo sostenibile. “La vera crescita di un’azienda non è sul fatturato - ha sottolineato -, ma sulla capacità di autofinanziare la sua stessa crescita. Noi ci stiamo riuscendo e la nostra prossima mossa, l’apertura di 12 alberghi in Africa, ne è la prova. Oltre al continente africano guardiamo anche all’Europa dell’Est, dove sono in corso trattative per una decina di nuove strutture”.

Crescita internazionale, dunque, ma comunque sempre ben ponderata: “La battaglia di cifre con i gruppi internazionali è persa - ha sottolineato - Bisogna evitare di rincorrerli sul fronte dei numeri, ma invece mantenere la calma e svilupparsi poco alla volta. Non dico che non ci si debba aprire a partnership con i gruppi internazionali - ha aggiunto -, noi stessi abbiamo un accordo con Hyatt per un albergo, ma vogliamo provare ancora a sviluppare il nostro brand in casa. Un milione 200mila clienti italiani è andato in vacanza con noi e questa è la cifra che ci dà la forza di crescere”.

I problemi veri, secondo lui, sono ancora nel nostro Paese. “L’Italia è un mercato sempre più interessante per gli investitori - ha spiegato -, le opportunità sono enormi, ma se noi non riusciamo a crescere sarà colpa nostra, colpa di un prodotto spesso ancora obsoleto e di infrastrutture molto al di sotto degli standard internazionali. Le complicazioni per gli investitori sono enormi”.

In questo quadro è indispensabile il sostegno delle istituzioni: “Con loro dobbiamo alzare la voce e farci sentire - ha ribadito Burgio -, è inutile creare una nuova destinazione dal punto di vista dell’hospitality se poi è irraggiungibile dai clienti. Dobbiamo obbligare le istituzioni ad aiutarci”.

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