- 01/04/2026 08:35
Ipv e la crisi del Golfo,il messaggio di Curzi:“Giochiamo di squadra”
Di fronte all’ennesima crisi, il turismo organizzato deve rispondere in modo compatto. Dopo settimane di silenzio, il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, ha scelto di mettere nero su bianco il suo pensiero sulla situazione Medio Oriente, lanciando un messaggio di unità al settore.
“L’esperienza accumulata tra emergenze e criticità ci ha insegnato una lezione - scrive in una lettera inviata ai giornali -: che sia per un evento naturale o per la follia umana, o ci muoviamo in modo coeso o il sistema rischia di bloccarsi. Non c’è spazio per i solisti quando l’intero comparto è sotto pressione. Se esiste coerenza, rispetto reciproco e la volontà di trovare soluzioni invece di colpevoli, ne usciremo. Magari con qualche ruga in più, ma ne usciremo (di nuovo)”.
Il problema, continua il manager, “sorge quando uno degli attori agisce in modo isolato. Se qualcuno tenta di scaricare le responsabilità o di ritenersi superiore agli altri, si genera il caos. In questo equilibrio precario, se un elemento tira troppo dalla sua parte, rischia di compromettere l’intera filiera. O giochiamo di squadra, consapevoli della natura del nostro mercato, o rischiamo di subire passivamente gli eventi”.
Danilo Curzi plaude, perciò, a quanti in questa situazione hanno mostrato spirito collaborativo, citando su tutti i vettori Emirates e Qatar, mentre condanna chi ha “chiuso le porte alla flessibilità”, per “limitarsi a seguire la contrattualistica o le policy aziendali ignorando il contesto straordinario significa dimenticare che, in certi momenti, il buonsenso è lo strumento gestionale più efficace ed è la miglior policy da applicare”.
La gestione della crisi
Come molti competitor, l’impegno sia in termini di sforzi che di investimenti per gestire la crisi è stato ingente. “Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l’operatività su tre team distinti - racconta il ceo -: uno per l’emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate. Per cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il Capitale Sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali”.
Il manager sottolinea che non si tratta di “un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. Questo impegno riguarda sia le destinazioni direttamente colpite, sia - e soprattutto - le criticità derivanti dal peso specifico che i tre vettori coinvolti rappresentano per noi in una vasta area dell’Oceano Indiano, dell’Oriente e dell’Africa”.
Guardano ai prossimi mesi il ceo di Idee per Viaggiare non perde la fiducia. “Siamo pronti e convinti che il futuro tornerà a essere sereno. Ma la serenità non cade dal cielo: si costruisce scegliendo con chi stare, supportando chi ha capito il valore del lavoro di squadra e affrontando l’imprevisto con la schiena dritta. In fondo, il nostro mestiere è anche quello di saper gestire l’incertezza con un sorriso professionale, consapevoli che ogni crisi è solo un’occasione per dimostrare quanto siamo solidi. E allora, guardando a tutto quello che abbiamo costruito e a come stiamo reagendo, possiamo permetterci di sorridere citando un grande maestro del paradosso: dopotutto - conclude -, poteva andare peggio... poteva piovere!”