• 26/03/2026 15:17

Pompili, Veratour: “Un 2025con risultati record: adessopronti per affrontare la crisi”

“Il turismo è incomprimibile, perché è un settore che, nonostante tutto, riparte sempre più forte”. È partito da questa immagine il co-ceo di Veratour, Stefano Pompili, per dare una lettura dell’ennesima crisi internazionale che il comparto si trova ad affrontare, prima di illustrare i risultati finanziari del 2025, “l’anno più importante e migliore di sempre per noi”.

L’azienda ha infatti chiuso la stagione 25 registrando il “36esimo bilancio in utile” con un fatturato record di 265 milioni di euro, in crescita dell’8% rispetto al 2024; e un Ebt (Utile stimato prima delle imposte) a 23,1 milioni di euro, superiore rispetto a un anno fa del 16%. Numeri che fanno ben sperare per i prossimi obiettivi del piano aziendale, che stimano il raggiungimento di un volume di affari di 285 milioni di euro per il 2026 e di 310 milioni per il 2027.

Tuttavia, il co-ceo di Veratour non nasconde timori per la situazione internazionale, che sta frenando la domanda su alcune destinazioni come Grecia, Cipro, Turchia e anche sull’Egitto, con il Mar Rosso che a marzo segna un -8% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. “Stiamo subendo un rallentamento e siamo chiaramente preoccupati per quello che sta avvenendo, ma siamo convinti che si possa ripartire, sperando che ci sia una fine di questo evento molto rapida, perché non vogliamo perderci l’estate”, ha affermato Pompili, sottolineando che, se le tensioni si risolveranno “entro il 30 aprile, contiamo di avere tutte carte per gestire l’estate bene. Oltre le perdite potrebbero essere più grandi”.

Nuove strutture per il 2026

Nonostante la crisi, l’operatore sta portando avanti gli investimenti programmati, ampliando l’offerta 2026 con sei nuovi ingressi: il Veraclub Afandou a Rodi (Grecia); il Veraclub Janida a Fuerteventura (Spagna); il Veraclub Yasmin a Bodrum (Turchia); il Veraclub Vita e Veraclub Utopia Blue a Marsa Alam, in Egitto; il Veraclub Jaz Tamerina Marsa Matrouh; e l’Experience Veraclub Anaya a Zanzibar.

“Continua lo scouting anche in ottica 2028 - ha annunciato il co-ceo Daniele Pompili, illustrando le novità -. Stiamo cercando nuove strutture in Italia, in particolare in Sardegna, Calabria e Sicilia; nei Caraibi, guardando con particolare attenzione al Messico; in Grecia, sulle isole più importanti; e nell’Egitto classico”.

Il turismo è incomprimibile

La fiducia sul futuro, tra le fila dell’operatore, rimane forte. Del resto, il settore ha sviluppato i giusti anticorpi per rispondere agli imprevisti. “La crisi in Iran sta toccando fortemente il settore del turismo, però voglio ricordare quelle che sono state le esperienze passate di Veratour. Da 35 anni, con Daniele e con mio padre, abbiamo vissuto tantissimi momenti complessi, di natura diversa l’uno dall’altro, ma che hanno sempre impattato sulle persone e creato un po’ di paura”, ha puntualizzato Stefano Pompili, ricordando “la prima guerra del Golfo, durante cui siamo rimasti due mesi fermi e i telefoni non squillavano”, “l’11 settembre, giorno in cui Daniele e papà firmarono un contratto per Marsa Alam” e poi “le crisi finanziarie, le primavere arabe e il Covid”. Esperienze che hanno fortificato la filiera e dopo le quali il comparto si è sempre risollevato rapidamente.

L’operatore, in particolare, ha imparato l’importanza della diversificazione: “Veratour ha un ventaglio di destinazioni talmente diverse, che se un’area dovesse andare meno bene, abbiamo sempre di scorta una serie di aree che vengono ritenute dal cliente finale safety”, ha spiegato il manager. “Noi abbiamo metabolizzato che sono imprevisti che nel turismo possono accadere, abbiamo imparato a essere freddi. Abbiamo dato anche ai nostri team la tranquillità di poter andare avanti”.

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