- 30/03/2026 08:00
Sporting Vacanze:“Questa crisi mostrail valore del travel”
“Abbiamo creato una task force sin dal primo giorno, finalizzata a far rientrare tutte quelle persone che avevano utilizzato i vettori mediorientali e abbiamo rimpatriato tutti fornendo loro assistenza e facendoci carico di spese importanti”. Il general manager di Sporting Vacanze, Andrea Vannucci, racconta così la macchina che l’operatore ha messo in moto nei giorni più complicati della crisi del Golfo.
Alla vigilia dell’escalation, il tour operator era impegnato nella promozione della programmazione in Arabia Saudita. Con l’inizio degli attacchi, si è trovato, come molti altri player, a dover rivedere i piani per gestire il rientro dei clienti, impegnando ingenti risorse nell’operazione. “Il codice del turismo ti obbliga a garantire fino a tre notti - spiega -, ma noi siamo andati anche ben oltre queste tre notti perché volevamo che il cliente non avesse un minimo problema a destinazione, perché la situazione era talmente fragile e talmente particolare che non volevamo aggiungere ulteriore stress ai nostri clienti. E questa cosa è stata molto apprezzata”.
Un valore da trasmettere
Uno sforzo che, secondo il manager, rappresenta un valore distintivo dell’intera filiera del turismo organizzato. Un valore che il comparto deve riuscire a trasmettere. “In questa situazione - rimarca - bisogna far capire l’importanza di prenotare un viaggio attraverso la filiera tradizionale del turismo organizzato. Mai come in questo momento dobbiamo tirar fuori la nostra forza. Noi ci siamo fatti carico di tariffe importanti”.
Sul piano della programmazione, Vannucci non nasconde preoccupazioni sugli effetti che la paralisi dei grandi hub mediorientali potrà avere sul lungo raggio, in particolare sulle Maldive, destinazione chiave del portafoglio Sporting Vacanze. “Rappresentano gran parte della nostra programmazione e, sebbene si vada verso la cosiddetta bassa stagione, avevamo ancora marzo e aprile da vendere e stavamo registrando una crescita a doppia cifra solida. Avevamo una programmazione importante con il vettore nazionale, che però interromperà le operazioni il 5 di aprile. E questo ci obbliga a trovare altri partner e soluzioni per garantire la continuità”, riferisce il manager. “Stiamo dialogando con vettori charter nazionali per trovare soluzioni, ma bisognerà tenere conto della possibile lievitazione dei prezzi e vedere se ci sarà mercato”.
Guardando all’estate, se la situazione non giungerà a una svolta in positivo, l’operatore punta anche su leve alternative: “A noi il Covid ha insegnato la resilienza e abbiamo una piccola programmazione Italia con Il Gattopardo di Lampedusa, che sicuramente avrà un buon successo, perché ha avuto una crescita incredibile ed è un prodotto che è distribuito solo ed esclusivamente attraverso le agenzie di viaggi, a gestione diretta nostra. Poi abbiamo alcune idee in testa, perché già avevamo intenzione di allargare il nostro portafoglio, ma la nostra filosofia è sempre stata quella di aprire una destinazione quando tutti all’interno dell’azienda hanno una conoscenza approfondita della destinazione stessa”.
Consumatori più consapevoli
Tuttavia, il manager confida nel ritorno alla normalità. Del resto, le crisi degli ultimi anni hanno abituato i consumatori a reagire. “Quando questa situazione sarà risolta, tutto ripartirà molto rapidamente, perché ormai c’è più consapevolezza che queste cose succedono”, puntualizza. “Qualche anno fa in una situazione simile a questa ci sarebbe stato qualcuno che avrebbe evitato qualsiasi tipo di viaggio. L’importante, però, è che questa situazione possa risolversi il prima possibile, perché non ne avevamo bisogno e non ce lo meritavamo per tutti gli sforzi che abbiamo fatto. C’era un bel fermento sul mercato e bloccarlo per questa guerra è stato un colpo al cuore”.