- 16/07/2026 11:01
Viaggi studio,l’evoluzione:i dati Astoi
Quello dei viaggi studio si dimostra un comparto resistente anche in un periodo di incertezze economiche, a patto però di operare a monte una scelta oculata sui contenuti dei programmi.
È quanto emerge dall’Osservatorio Astoi Confindustria Viaggi dedicato al comparto Education, che analizza l’andamento delle prenotazioni del 2026 dei programmi High School, delle vacanze studio all’estero e dei soggiorni studio in Italia. Un tipo di turismo che si conferma una delle esperienze formative più significative per la crescita linguistica, personale e interculturale delle nuove generazioni.
Una scelta basata sul progetto educativo
L’indagine evidenzia che, in un mercato sempre più selettivo, la scelta non riguarda più soltanto la meta o il prezzo, ma il contenuto formativo dei programmi, l’affidabilità degli operatori e le garanzie offerte lungo tutto il percorso, elementi che assumono oggi un ruolo centrale nelle scelte delle famiglie.
“Oggi - osserva Pier Ezhaya, presidente Astoi Confindustria Viaggi - le famiglie non scelgono soltanto una destinazione o una scuola: scelgono un progetto educativo che dev’essere costruito, accompagnato e tutelato in ogni sua fase. È questa l’evoluzione che emerge dall’Osservatorio Astoi e che rende il segmento Education una delle verticali più specialistiche del turismo organizzato”.
L’High School si conferma il segmento più strutturato e quello che meglio rappresenta l’evoluzione del mercato Education.
Frequentare un trimestre, un semestre o un intero anno scolastico all’estero è oggi percepito dalle famiglie come un vero investimento formativo. L’andamento rispetto all’anno precedente è di sostanziale stabilità. Il profilo prevalente resta quello di studenti tra i 16 e i 17 anni, generalmente iscritti al quarto anno della scuola superiore. L’anno scolastico completo continua a rappresentare la formula più richiesta, seguito dal semestre e, in misura più contenuta, dal trimestre. Tra le mete preferite da famiglie e studenti, in Europa si consolida la triade composta da Irlanda, Regno Unito e Spagna, destinazioni apprezzate per equilibrio tra qualità dell’offerta scolastica e prossimità culturale. Sul fronte extraeuropeo, gli Stati Uniti restano il riferimento centrale, seguiti dal Canada, con presenza consolidata anche di Australia e Nuova Zelanda. Cresce, però, l’interesse anche per nuove mete come il Sudafrica e in particolare l’Asia, con richieste sempre più numerose per Giappone e Corea.
“Un viaggio studio - continua Ezhaya - richiede competenze, esperienza, partner qualificati, assistenza continuativa e una struttura organizzativa solida, capace di garantire studenti e famiglie prima, durante e dopo la partenza. In un contesto internazionale ancora complesso, cresce l’attenzione verso queste tutele e si rafforza la domanda di programmi organizzati da operatori specializzati, in grado di offrire affidabilità e qualità”.
Il trend delle vacanze studio all’estero
Esaminando gli altri segmenti del mercato Education le vacanze studio estive all’estero continuano a rappresentare uno dei prodotti più richiesti del comparto Education, pur essendo il segmento che ha maggiormente risentito delle incertezze del contesto internazionale.
Nel 2026 registra una flessione media di circa il 10%, influenzata dall’aumento dei costi di viaggio e soggiorno, dalle tensioni geopolitiche e da una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle decisioni di spesa. Più che rinunciare al viaggio studio, le famiglie tendono oggi a orientarsi su mete percepite come sicure e facilmente raggiungibili, con una riduzione della propensione verso programmi più lontani o economicamente impegnativi. I partecipanti dei viaggi studio solitamente rientrano nella fascia 13-19 anni; le loro famiglie propendono prevalentemente per programmi con accompagnatore della durata di due settimane e sistemazioni in college o residence.
Sul fronte destinazioni, Regno Unito, Irlanda e Spagna guidano le preferenze europee, mentre si confermano Stati Uniti e Canada come principali mete extraeuropee.
Per quanto riguarda, invece, i soggiorni studio in Italia, le prospettive per il 2026 indicano una crescita media stimata del 7,6%. Tra le regioni più richieste si confermano Puglia, Sardegna e Sicilia, seguite da Lazio, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige.
“I dati dell’Osservatorio - conclude il presidente Astoi - confermano la capacità di adattamento degli operatori e il valore che le famiglie continuano ad attribuire al viaggio studio, riconoscendolo come un investimento concreto nella crescita linguistica, personale e culturale dei propri figli”.