- 27/10/2026 16:08
AURA, Deloitte: “L’Italia è il Paese europeo più attrattivo per il segmento luxury hotel”
In esclusiva e in anteprima per AURA The Luxury Travel Event Benedetto Puglisi, director Real Estate & Hospitality Deloitte, ha presentato l’indagine “L’Italia è la nuova frontiera del turismo di lusso?”, come parte dell’Osservatorio Hospitality & Real Estate Deloitte 2026. I dati elaborati da Deloitte derivano da un sondaggio condotto tra gli operatori e player dell’hospitality di lusso e sono stati illustrati da Puglisi durante la opening ceremony di AURA.
Oggi, a livello globale, il mercato luxury hospitality vale circa 134 miliardi di euro ed è previsto che debba salire a un tasso di crescita annuale composto dell’8,28% fino ad arrivare a un valore di circa 200 mld di euro nel 2031.
L’Europa resta il mercato principale degli hotel di lusso, con il 37% della quota globale nel 2025, mentre l’Asia Pacifico è la regione destinata a crescere più rapidamente, con un tasso di crescita annuale composto dell’11,4% fino al 2031.
Nel 2025, in termini di quote di mercato per fatturato, i business hotel (46,40% del mercato) e le suite (41,80% dei ricavi) hanno mantenuto la leadership, ma a crescere più rapidamente fino al 2031 saranno i resort e le ville e i bungalow; questo perché, ha specificato Puglisi, “ville garantiscono privacy ed esclusività”, due elementi estremamente ricercati nel segmento luxury.
L’offerta in Europa, Italia in top 5
Se si calcola il rapporto tra offerta totale delle strutture e numero di strutture di lusso, si ottiene questa top 5 di Paesi per offerta luxury: Grecia, Italia, Regno Unito, Francia, Spagna. Una classifica leggermente rimescolata se si parla, invece, di numero di camere “luxury”: Grecia, Spagna, Italia, Regno Unito e Francia.
Tra i Paesi europei con la più ampia offerta di hotel di lusso, l’Italia è quello che registra la crescita maggiore, sia per numero di strutture (+4,9%), sia per numero di camere (+4,6%) tra il 2024 e il 2025, ha specificato Puglisi leggendo i dati alla platea della cerimonia di apertura.
Lo scenario italiano
Per numero di hotel luxury Deloitte registra questa top 5 di regioni: Lazio, Toscana, Veneto, Trentino Alto Adige, Campania. Per offerta di camere lusso invece, la classifica vede quest’ordine: Lazio, Veneto, Toscana, Lombardia, Sardegna.
Tra il 2026 e il 2028 gli investimenti nel settore hospitality in Italia si concentreranno per il 42% nel segmento luxury e per il 38% in quello upscale e upper upscale, mentre il restante 20% si dividerà tra midscale e budget.
Per quanto riguarda le caratteristiche più importanti nella selezione di un nuovo asset alberghiero nel segmento luxury, secondo operatori e investitori, la destinazione è di gran lunga il fattore più rilevante nella selezione di un asset alberghiero luxury, seguita dalla dimensione della struttura e dalla presenza di concorrenti. Seguono a “lunga distanza” per importanza altri fattori come costo dell’asset, stagionalità e burocrazia/fiscalità.
I dati Deloitte rilevano come l’occupancy media attesa nel segmento luxury sia destinata a salire dal 68% del 2027 al 73% del 2029. Contemporaneamente anche l’adr evidenzia una leggera crescita con una media attesa di 1.186 euro nel 2029. Come ha spiegato Puglisi “i dati interessanti sono le tendenze di crescita contemporanee, sia dell’occupazione che dell’adr, un’evidenza difficile da riscontrare e che sottolinea come le prospettive di sviluppo appaiano solide”.
Lo sviluppo futuro nello Stivale
L’Italia si conferma, infine, il Paese europeo più attrattivo per il segmento luxury nei prossimi 3 anni, con l’82% delle preferenze (+23 punti percentuali rispetto al 2025). Seguono Spagna, Grecia, Francia e Germania con percentuali molto più basse, come fa notare l’indagine Deloitte.
Le preferenze di investimento nel segmento luxury si concentrano su Lombardia, Lazio, Toscana e Veneto. Campania e Sicilia emergono come mercati secondari, mentre le altre regioni restano marginali.
La tendenza vede, tuttavia, aumentare l’interesse per le destinazioni secondarie per il turismo di lusso, dalle Dolomiti a Puglia e Calabria, ma la top 5 delle città vede quest’ordine, ancorato alle grandi città d’arte: Roma, Milano, Firenze, Venezia, Napoli. “L’Italia è ricca di destinazioni che ancora possono emergere nel turismo del lusso e questo è un grande vantaggio per il Paese” ha concluso Puglisi. Si stima, infatti, che entro il 2030 l’offerta di hotel 5 stelle in Italia possa raggiungere quota 1.000.
Lo spazio in cui si inserisce AURA
Per concludere, il sondaggio Deloitte ha voluto indagare l’esigenza degli operatori di partecipare a un evento come AURA. Il 70% degli operatori intervistati da Deloitte considera utile o molto utile partecipare a eventi b2b specializzati nel segmento luxury (punteggio 4-5).
Il 68% degli intervistati, infatti, giudica l’offerta di eventi b2b nel segmento luxury hotel carente, o nella media. Networking con contatti qualificati e opportunità di business concrete sono i principali fattori di valore di un evento b2b nel segmento luxury, con il 62% delle indicazioni complessive.